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A.B. 16 luglio 2018
Indignazione tra gli abitanti della Riviera del corallo per un articolo apparso sulla rivista Sette, del Corriere della sera, che da un´idea della città non edificante. Rimostranze via social di consiglieri comunali mentre il sindaco Mario Bruno ha inviato una lettera al direttore della testata Beppe Severgnini
Su 7, Alghero è razzista: la città reagisce


ALGHERO – Un viaggio in giro per la Sardegna è sempre una buona idea e può essere utile per descrivere usi e costumi, cultura e bellezze turistiche. Difficilmente, può diventare un esperimento sociale, con l'aggiunta di un'analisi del voto all'acqua di rose. Tutto questo, invece, è diventato un articolo del settimanale “Sette”, allegato del Corriere della sera, a firma della giornalista Stefania Chiale, che nella sua fugace esperienza algherese, butta dentro razzismo (“questi negracci... se fanno qualcosa di sbagliato, sono fregati”), stereotipi (pastori e pecorelle) e politica spicciola e di bassa lega (i 20enni hanno votato tutti 5Stelle, mentre il 70enne non ricorda neanche su che simbolo ha messo la croce...). Per concludere il suo viaggio bollando la Sardegna occidentale come “il vero Far West d'Italia”.

Tutto questo ha provocato indignazione tra gli abitanti della Riviera del corallo, con commenti a mezzo social. Tra questi, quello di due consiglieri comunale. Prima Roberto Ferrara (Movimento 5 stelle), che ha dichiarato: «Sono basito, anzi decisamente incacchiato, per il quadretto falso e impietoso che viene fatto di Alghero sulla rivista Sette del Corriere della sera. È un insulto a tutta la comunità algherese, definita razzista e far west d’Italia. Infine, è ridicolo, oltre che demenziale e volutamente strumentale, il fatto che scrivano che i sette intervistati abbiamo votato 5 stelle». Emiliano Piras (Ncd), ripubblicando l'articolo, ha commentato: «Il contenuto di questo articolo comparso su “Sette” del Corsera, nel quale si descrive Alghero come una città razzista, non rappresenta affatto la realtà di una comunità che al contrario, invece, e rimango basito dalle dichiarazioni di questi cinque o sei personaggi interpellati, ha sempre fatto dell’ospitalità e dell’accoglienza caratteristiche fondanti delle proprie dinamiche di “vita”».

Il sindaco di Alghero Mario Bruno ha invece inviato una lettera all'attenzione del direttore della testata Beppe Severgnini, più volte in città per presentare i suoi libri, per sottolineare quanto la città e la comunità algherese che si legge nell'articolo, niente ha a che vedere con l'Alghero reale. «Aldilà degli slogan e della facile retorica, Alghero e gli algheresi dimostrano con i fatti che l'accoglienza, quando sostenuta da politiche sociali e culturali adeguate, è sinonimo di inclusione e apertura» dice il primo cittadino, che ricorda come Alghero è tra le prime città in Italia ad aver smantellato il campo rom che per quarant'anni sorgeva alle porte della città, dando un futuro e una nuova speranza a decine di bambini che oggi frequentano le scuole e a giovani famiglie.

Bruno ricorda il protocollo condiviso tra Comune, università, associazioni, istituzioni scolastiche, cooperative e imprese, grazie al quale ogni persona è inserita in un percorso condiviso di inculturazione, di cittadinanza attiva, sport, arte e teatro. Poi si rivolge a Severgnini con esempi concreti di integrazione: il giovane migrante accolto al Vel Marì che ha di recente conseguito con brillanti risultati la laurea in Architettura, il ragazzo che oggi è uno stimato educatore nel mondo del basket, collabora con alcune società sportive e insegna ai più piccoli i valori dello sport.

Poi cita l'esempio della giovane coppia di migranti che ha voluto che fosse il sindaco a poter battezzare il bimbo dato alla luce proprio ad Alghero. «Ecco, sono questi solo piccoli esempi di una convivenza che è normalità, rifugge ogni sentimento razzista che mal s'addice ad una città che ha sempre fatto dell'ospitalità un valore». Infine Mario Bruno invita Beppe Severgnini a dare spazio alle tante esperienze di vita che fanno di Alghero, una città che accoglie. «Saremo lieti di potervi ospitare per mostrarvi il vero volto degli algheresi» conclude.
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