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Red 23 aprile 2019
Questa mattina, nella Club house societaria, il coach del Banco di Sardegna Sassari Gianmarco Pozzecco ha incontrato la stampa alla vigilia di gara 1 della prima storica finale di Fiba Europe cup
Pozzecco: la chiave il gioco di squadra


SASSARI - Questa mattina (martedì), nella Club house societaria, il coach del Banco di Sardegna Dinamo Sassari Gianmarco Pozzecco ha incontrato la stampa alla vigilia di gara 1 della prima storica finale di Fiba Europe cup. «Anzitutto, faccio gli auguri alla Dinamo, che oggi compie cinquantanove anni. Auguri a tutti quelli che hanno condiviso e partecipato alla storia di questo club e auguri a tutti i suoi tifosi. Prima di parlare della finale di domani, voglio dire che in questa corsa alla coppa c’è stato un fattore che ha contribuito in modo importante a questo risultato. Sappiamo benissimo che per noi i viaggi sono normalmente un po’ complicati, perché viviamo su un’isola e andare a giocare in Italia non è semplice. Andare a giocare in Europa, poi, diventa davvero complicato. Una parte fondamentale, da questo punto di vista, l’hanno avuta il nostro grandissimo team manager Luca Rossini, persona che stimo enormemente, un professionista di altissimo livello, insieme con Barbara Satta, che organizza i voli e le trasferte, e a tutti quelli che lavorano quotidianamente per far sì che questi ragazzi viaggino nel miglior modo possibile. Penso che questa sia stata una parte fondamentale per la conquista di questa storica finale, che domani orgogliosamente inizieremo a giocare qui a Sassari».

Che tipo di squadra pensate di affrontare?
«L’allenatore è un mio ex compagno di squadra, Denis Wucherer, con cui ho giocato l’anno dopo lo scudetto vinto a Varese. E’ una persona molo carina, non è strano che oggi alleni dopo una bella carriera da giocatore. Lo ricordo con grande affetto, sono contento di reincontrarlo e vederlo vincente su una panchina di serie A tedesca e della Coppa europea. Wurzburg è la numero 1 del ranking, quindi parte favorita. Nella mia testa no, perché io nutro grande stima e fiducia nei miei giocatori e credo che siamo alla pari. la nostra avversaria ha una conoscenza cestistica elevatissima, ha grandissimi tiratori e gioca molto bene di squadra, e questa è la cosa più complicata da affrontare in questo momento nella pallacanestro oggi. Quindi sarà una battaglia, perché immagino due squadre che giocano forte cinque contro cinque e noi dovremo essere capaci quanto loro a giocare di squadra».

Da quando sei arrivato praticamente stai giocando solo finali.
«Sì, da quando sono arrivato abbiamo giocato i quarti di finale di coppa e poi di seguito sempre partite dentro-fuori, di importanza vitale. In campionato idem, perché non abbiamo avuto la possibilità di fare calcoli, abbiamo perso le mie prime due partite in Dinamo contro Cremona e Venezia, e quindi ci eravamo preclusi la possibilità di fare qualche calcolo e di poterne magari perdere qualcuna. Però i ragazzi sono stati bravissimi, abbiamo undici partite di fila vinte, ma domani si inizia da 0-0 quindi dobbiamo esserne consapevoli».

Mancano altre cinque partite, dal punto di vista mentale come la prepari questa finale?
«Per preparare questa partita dal punto di vista psicologico ci sono due possibilità: cercare di caricarli, perché giochiamo una partita estremamente delicata, oppure proprio perché si tratta di una partita delicata cercare un po’ di stemperare. Ieri, in allenamento, un po' ho percepito questo normale e logico nervosismo pre-finale. Avremo bisogno di tutto il supporto del pubblico, che potrà essere fondamentale per togliere quell’impasse iniziale che potremmo avere soprattutto giocando in casa. Secondo me, Wurzburg sarà un po’ più rilassata rispetto al fatto di giocare la prima finale in casa. Vorrei vedere i miei giocatori sereni, posto che è pur sempre una finale e che quindi ci sarà grande carica emotiva e una serenità assoluta è impossibile ottenerla. Mi piacerebbe che andassero in campo senza sentire eccessivamente la pressione».

Nella foto: coach Gianmarco Pozzecco
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