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Red 2 maggio 2019
Ha preso il via domenica, la prima tappa del 2019 dell´iniziativa ideata e promossa dalla Fondazione Maria Carta per sensibilizzare i cittadini e le Istituzioni sul preoccupante fenomeno dello spopolamento che investe numerosi piccoli centri della Sardegna
Si alza il sipario su Freemmos


MONTELEONE ROCCA DORIA - Ha preso il via domenica, in coincidenza con “Sa die de sa Sardigna”, la prima tappa del 2019 del progetto “Freemmos”, l'iniziativa ideata e promossa dalla Fondazione Maria Carta per sensibilizzare i cittadini e le Istituzioni sul preoccupante fenomeno dello spopolamento che investe numerosi piccoli centri della Sardegna. Per la terza volta, si è ripartiti dal luogo in cui tutto ha avuto inizio. Monteleone Rocca Doria, il più piccolo paese della provincia di Sassari, che fin dalle prime ore della giornata si è animato per ospitare una serie di eventi ai quali hanno dato il proprio sostegno, la Fondazione Sardegna, l'Amministrazione comunale del paese, l'Unione dei Comuni del Villanova, la Camera di Commercio di Sassari (da sempre partner di Freemmos) e vari enti pubblici e privati.

Dopo la Santa Messa, l'intervento musicale del coro “Iddanoa” di Villanova Monteleone ed i saluti del sindaco di Monteleone Rocca Doria Antonello Masala, del presidente della Fondazione Maria Carta Leonardo Marras e del presidente della Camera di Commercio di Sassari Gavino Sini, è iniziato il dibattito, coordinato dal giornalista Giacomo Serreli e dall'esperta di marketing territoriale e turistico Ornella Porcu, inframmezzato dagli interventi musicali dei solisti della polifonica Santa Cecilia di Sassari e di Maria Giovanna Cherchi, accompagnata dall'organettista Vanni Masala. Al termine del convegno del mattino, è stata sottoscritta la Carta di Monteleone Rocca Doria.

«È in realtà un foglio bianco, per adesso da riempire. Vogliamo che diventi un documento programmatico sullo spopolamento, con idee e proposte di intervento. Potranno aderire enti, istituzioni e associazioni regionali e nazionali che a vario titolo si occupano dell'analisi del fenomeno del calo demografico e delle strategie e iniziative dirette a favorire il ripopolamento delle piccole comunità - ha dichiarato Marras - Dico ripopolamento, e non spopolamento, perché questo è l’obiettivo. Nel corso di questi ormai tre anni abbiamo avuto modo di scoprire tante realtà imprenditoriali importanti, di giovani, di donne, ma anche sindaci dinamici e consapevoli dei problemi. Il fenomeno dello spopolamento va arginato con efficacia». Perché i numeri sono già impietosi: tra ottant'anni la popolazione in Sardegna si sarà ridotto ad un milione di abitanti, perdendone 600mila e tornando ai numeri degli inizi degli Anni Cinquanta.
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