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Red 7 maggio 2019
Giovedì mattina, il Campo Rossi Cavalleggeri Anac ospiterà il convegno nazionale “Gli interventi assistiti con il cavallo: dalla ippoterapia alla integrazione sportiva della disabilità”, organizzato da Lioness Cagliari, Fise nazionale e Fise Sardegna
Ippoterapia: convegno nazionale a Cagliari


CAGLIARI - Autismo, sindrome di Down, patologie conseguenti a traumi per infortuni, sclerosi multipla: sono davvero tanti i campi di applicazione dell'ippoterapia nei disturbi della sfera fisica, neuro e psicomotoria. Gli interventi assistiti con il cavallo non sono solo un valido aiuto in una terapia personalizzata sul paziente, ma puntano all'integrazione sportiva della disabilità. Il paradressage è già diventato disciplina paralimpica e sta conquistando spazio ed attenzione anche il parareining (disciplina dell'equitazione americana dove è fondamentale il lavoro di redini) ed il para-attacchi.

Si terrà giovedì 9 maggio, al Campo Rossi Cavalleggeri Anac di Cagliari, il convegno nazionale sul tema “Gli interventi assistiti con il cavallo: dalla ippoterapia alla integrazione sportiva della disabilità”, organizzato da Lioness Cagliari, Fise nazionale e Fise Sardegna. I lavori inizieranno alle 10, dopo il saluto delle autorità, e si concluderanno alle 16.30. Tra i relatori, Stefano Seripa, (dirigente psichiatra e medico responsabile dei progetti di Terapia assistita con gli animali dell'Asl Roma 4) e Gianluigi Giovangnoli (segretario Fise nazionale). Barbara Ardu, Alessandro Pavoni, Raffaela Monti ed Alessandra Pes di San Vittorio parleranno poi delle diverse discipline negli sport paralimpici ed integrati. Alle 15, nell'area equitazione del Campo Rossi, ci sarà l'esibizione di quattro atleti paralimpici: Alberto Lecis, Tania Medda, Denise Rispoli e Francesca Pia D'Agostino.

Raffaela Montis (responsabile Fise Sardegna per il Dipartimento sport integrati) spiega: «Il cavallo deve essere ormai visto e inteso come un mezzo integrativo tra le persone , che siano esse diversamente abili o normodotate. Basta pensare al suo utilizzo sportivo all’interno delle gare dell’equitazione paralimpica, dove le differenze con le categorie dei normodotati sono ormai invisibili. In particolare, nelle persone affette da sclerosi multipla, rende possibile il raggiungimento di importanti risultati agonistici anche nei periodi più difficili della malattia, garantendo stabilità emotiva all’interno di una malattia che tutto può essere fuorché “affidabile”. Sarebbe interessante valutare a livello scientifico i diversi benefici che questi meravigliosi animali portano in queste persone con sclerosi multipla».
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