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S.O. 17 maggio 2019
«Diffamata la città». Primo scontro tra candidati ad Alghero, col rischio querela alle porte. Il duro attacco di Camerada (Fi) che parla di «amministrazione clientelare» provoca la ferma reazione di Raffaele Cadinu: «l´onesta e l´integerrima azione in tanti anni di politica e servizio del Primo cittadino è stata abbondantemente ed elegantemente dimostrata in tutte le sedi»
«Parole indegne, il sindaco quereli»


ALGHERO - Camerada (Fi) accende la miccia, e boom. E' durata davvero poco la tregua politica ad Alghero: Giusto il tempo della lotta fratricida tutta interna al Centrodestra per la leadership alle elezioni. Poi, alla prima uscita pubblica, il bersaglio ritorna ad essere il sindaco in carica. Tanto che, dopo aver lungamente spiegato i motivi della "ritirata", il consigliere comunale capolista alle Comunali di giugno con gli Azzurri sferra un attacco frontale a Mario Bruno. Per l'architetto berlusconiano, infatti, il Primo cittadino di Alghero avrebbe in questi anni amministrato portando avanti una politica non solo «forsennata», ma addirittura «clientelare» [GUARDA].

L'attacco gratuito, con dichiarazioni al limite dell'azzardo, rimbalzano anche sulla cronaca locale della Nuova Sardegna ma non lasciano indifferenti. Tanto che c'è chi parla pubblicamente di «parole indegne» e chiede al sindaco «di querelare immediatamente il candidato di Forza Italia» per tutelare la città. E' Raffaele Cadinu, anche lui candidato ad Alghero alle elezioni amministrative del 16 giugno. Cadinu chiede al Sindaco quali possano essere le "azioni clientelari" citate dal consigliere Camerada e si dice «convinto che la campagna elettorale, fatta di false accuse sull’operato di Mario Bruno, fosse, per quanto esecrabile, circoscritta ai banconi dei bar e di pochi ristoranti».

Ma quando asserzioni gravi quali la “gestione clientelare”, insinuano fatti penalmente rilevanti, allora le soluzioni sono due - continua - o il consigliere Camerada, ex candidato a Sindaco, indica puntualmente le azioni clientelari citate oppure, se inesistenti, chieda scusa altrettanto pubblicamente». «Al pari invito il Sindaco in carica, Mario Bruno, per rispetto di chi rappresenta, e cioè alla cittadinanza tutta compreso il Consigliere Camerada, a fare i propri passi presso le sedi opportune. Ritengo, infatti, che l'onesta e l'integerrima azione in tanti anni di politica e servizio del Primo cittadino sia stata abbondantemente ed elegantemente dimostrata in tutte le sedi, e che tali falsità, oltreché squalificare pesantemente chi le dichiara, vadano immediatamente chiarite di fronte alle autorità ed alla città» conclude Raffaele Cadinu (nella foto).
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