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Olbia 24notiziealgheroCulturaManifestazioni › L´Ittiri folk festa parte da Alghero
Red 16 luglio 2019
Sette gruppi stranieri saranno protagonisti della 34esima edizione della manifestazione, che si aprirà in anteprima giovedì, ad Alghero, e poi proporrà da venerdì a lunedì tanti eventi a Ittiri, per chiudere martedì a Thiesi
L´Ittiri folk festa parte da Alghero


ALGHERO - I magnifici sette ospiti si incontrano nel cuore del folklore. L'edizione numero 34 del festival internazionale organizzato dall'associazione Ittiri Cannedu conferma la sua originalità, longevità e ricchezza di proposte. “Sa domo est minore, su coro est mannu”: l'antico proverbio sardo sull'ospitalità calza a pennello per Ittiri folk festa, dove l'esibizione sul palco è solo una parte di un festival che è soprattutto incontro e scambio di tradizioni e culture, all'insegna dell'accoglienza e dell'amicizia. Ed è significativo che nella scelta dei gruppi isolani siano presenti non solo quelli che propongono danze e musica, ma anche le maschere ed il gremio sassarese dei massai, che ha mezzo millennio di storia. I sette gruppi stranieri che si alterneranno nelle serate ad Alghero, Ittiri e Thiesi per “riunirsi” nella Gran parata di domenica 21 luglio, alle 18, per le vie del centro sono “Nantou” Folk dance group (Taiwan), Compagnia integral de danzas especializadas de Bolivia-Cidebol (Bolivia), Ballet folklorico “Gustavo Vaquera Contreras”-Zacatecas (Messico), Centro des Artes Montedearte–Manta (Ecuador), Grupo folklorico “Repùblica Saraki”-Luque (Paraguay), Ensemble Toska Stip di Skopje (Macedonia) ed Ensemble “Iriston” (Ossezia del Nord-Alania). I gruppi sardi: sono Gruppo folk “Tradizioni popolari” di Galtellì, Gruppo folk “San Gemiliano” di Sestu, “S’Urzu e sos Bardianos” di Fonni, Gruppo folk “Brathallos” di Fonni, Gruppo folk “Pro loco” di Samugheo, Maschere “Sos Tintinnatos” di Siniscola, Gremio dei massai di Sassari, gruppo Beata Vergine del Rimedio di Ozieri, Trombe e tamburi “Sa Sartiglia” di Oristano, Banda musicale di Ittiri ed Ittiri Cannedu, che festeggia quest'anno i quarantacinque anni di attività. C'è anche un ospite dalla penisola salentina: l'Aia Noa, che proporrà le danze tipiche, soprattutto pizzica e taranta. Ospite d'onore il gruppo Cordas et Cannas, insignito del Premio Zenias per il contributo dato alla cultura ed alla musica sarda in oltre quarant'anni di attività.

Giovedì 18, anteprima “In Alghero Folk international” a Lo Quarter, alle 21. Venerdì 19, ad Ittiri, inaugurazione mostre (alle 18), tra le quali “L'inferno dantesco” della pittrice Liliana Cano e l'edizione speciale di “Sonos e ballos” con “Folk and beer” rassegna di musiche popolari e birre artigianali (alle 21, in Piazza Odeon). Sabato 20, Premio Zenias (alle 12, al Palazzo comunale) ed Appuntamento col ballo (alle 22, allo stadio comunale). Domenica 21, Messa dei Popoli (alle 11, nella Chiesa di San Francesco), Gran Parata dei gruppi (alle 18, tra le vie del centro) ed Appuntamento col ballo (alle 22, nello stadio comunale). Lunedì 22, Rassegna di sapori e musica dal mondo (alle 21.30, in Piazza Umberto). Martedì 23, Thiesi, “Mesumundu in Thiesi” (alle 21, nell'Anfiteatro Seunis). Alla conferenza stampa di presentazione,che si è tenuta nella sala Milellla dell'Università degli studi di Sassari, sono intervenuti il sindaco di Ittiri Antonio Sau, il coordinatore delle iniziative culturali e scientifiche Giammario Demartis, il presidente dell'associazione Ittiri Cannedu Piero Simula ed Ottavio Nieddu, della commissione Premio Zenias. Maria Caterina Manca, storica conduttrice degli eventi di Ittiri folk festa, ha illustrato il ricchissimo programma. Si è soffermata anche su una delle iniziative che rendono il festival unico in Sardegna e probabilmente in Italia, la Messa dei popoli: «E' un momento di particolare unione, al quale partecipano tutti i gruppi ospitati a Ittiri, a qualsiasi religione appartengano e propongono un canto o una danza del loro Paese. Quindi, quest'anno parteciperanno alla Messa dei popoli Messico, Macedonia, Paraguay e Salento».

«L'associazione Ittiri Cannedu e Ittiri Folk festa sono patrimonio del nostro centro – dichiara Sau - l'espressione migliore della nostra comunità. L'associazione ha rappresentato al meglio le nostre tradizioni mettendole a confronto con le tradizioni e le culture di gruppi provenienti da tutto il mondo, e questo ha arricchito tutti. Ittiri Folk festa lancia un messaggio preciso: non si cresce se ci si divide, ma è il confronto tra le diverse identità che può migliorare la società». «Sono nove gli eventi – ricorda Demartis - a partire dalla mostra di Liliana Cano, passando per quella sulla pittura del Novecento e l'abbigliamento tradizionale di Ittiri che propone opere di Giuseppe Biasi (aveva uno studio a Ittiri) e Locatelli, quella sull'intreccio e le tradizioni equestri di Fonni, sugli strumenti musicali dell'area mediterranea e il corredo di Sant'Efisio, e ancora l'espisizione delle opere di Cenzo Cocca e Peppe Salaris». «Abbiamo scelto di dare il riconoscimento ai Cordas et cannas, una formazione visionaria che a fine Anni Settanta ha voluto rielaborare in chiave contemporanea la nostra tradizione musicale. Sono stati tra i primi a partecipare al festival di world music di Peter Gabriel – ha sottolineato Nieddu - Poi fanno tanta attività nel sociale». «Le iniziative collaterali hanno toccato in questi anni tutti gli aspetti della cultura popolare ed è uno degli aspetti di cui andiamo più fieri, un nostro tratto caratteristico», ha chiosato Simula.

Nella foto: un momento della presentazione
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