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Red 16 settembre 2019
Tutela dei minori, formazione professionale ed amore per la conoscenza. Sono i tre temi intorno a cui si è sviluppato il convegno “I modelli identitari valoriali per l’educazione emozionale e affettiva in età evolutiva”, che si è tenuto venerdì, al Grand hotel President
Tutela dei minori: convegno ad Olbia


OLBIA - Tutela dei minori, formazione professionale ed amore per la conoscenza. Sono i tre temi intorno a cui si è sviluppato il convegno “I modelli identitari valoriali per l’educazione emozionale e affettiva in età evolutiva”, che si è tenuto venerdì, al Grand hotel President di Olbia. Tra il pubblico anche il comandante del Reparto territoriale dei Carabinieri di Olbia Davide Crapa, che ha parlato delle nuove linee guida nella tutela del territorio. Un folto pubblico di professionisti nell'ambito della tutela dei minori, quali avvocati, educatori, docenti e cittadini ha partecipato alla discussione insieme a illustri relatori. Il tema della tutela è stato anche al centro dell'intervento del comandante Crapa, che ha parlato dell'importanza per l'Arma della relazione con il prossimo, con un pubblico che veda i militari operare con irreprensibilità, per non rassegnarsi all'illegalità.

Matteo Villanova ha aperto il convegno parlando dell'importanza della formazione dei professionisti che intervengono nei procedimenti per la famiglia. Tra loro, primariamente avvocati, docenti, educatori e consulenti, presenti tra il pubblico. Ha proseguito sottolineando la necessità di reclutare persone adeguatamente formate e che amino il proprio lavoro. Questi rappresentano i presupposti per evitare che si ripresentino ancora casi come quello di Bibbiano. Poi, il professor Villanova ha discusso l'importanza di avere una formazione e degli interessi trasversali. «Il sapere conduce al sapere essere, al sapere divenire. Dobbiamo diventare ebbri di conoscenza trasversale». Per la tutela dei minori questo diventa fondamentale. A seguire, l'assessore comunale alle Politiche sociali Simonetta Lai ha parlato dell'importanza del ruolo dell'ascolto per i professionisti che lavorano nel settore dei Servizi sociali. Ha proseguito mettendo a fuoco i limiti e le possibilità di sviluppo in questo ambito. «Oggi ci sono meccanismi che permettono a persone senza competenze di fare varie attività - D'altra parte, ha spiegato Lai - Oggi i Servizi sociali sono piegati sul versante amministrativo - che ha assunto un ruolo di primo ordine, ma resta tuttavia - la possibilità di fare formazione continua».

L'architetto Valerio Marco Corvo ha proposto spunti di riflessione con un'analogia tra la tutela dei minori e quella dei centri storici. «Se si trascura un bambino, se non c'è un interessamento quotidiano in termini di ascolto, c'è il pericolo che ascolti altro». Modelli negativi, che oggi si stanno impossessando delle città italiane, come Roma. «Ci sono dei centri storici non più curati. Purtroppo ci lamentiamo e basta, così lasciamo il territorio ad altri». Corvo ha proseguito parlando dell'importanza dell'ascolto dei bambini che rivelano agli adulti molte verità, e ha sottolineato la necessità di essere propositivi, avendo un'ottica interdisciplinare. E sul tema dei minori ha concluso: «La tutela esiste, ma non la tutela della tutela. Chi controlla? Occorre controllare il controllore».

L'avvocato Sergio Deiana ha parlato dell’ascolto del minore nei procedimenti giudiziari, che deve essere «per prima cosa qualificato e attento. Il bambino capisce se una decisione è ingiusta». Il diritto all’ascolto, già tutelato dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, è considerato un momento cruciale del processo per l’affidamento della prole. Deiana ha spiegato come il giudice sia tenuto a verbalizzare non solo le frasi dette dal minore, ma anche il suo contegno (pianti, silenzi prolungati ed atteggiamenti significativi). Per questo, sul giudice, che nel decidere vuole discostarsi dalla volontà espressa del minore, incombe un onere motivatorio a tutela del fanciullo.

Infine, l'intervento della pedagogista clinica Loredana Sanna, assessore alle Politiche sociali del Comune di Terralba e membro della Commissione regionale Pari opportunità, che ha parlato di educazione. «L'affettività è un'apertura verso l'altro, ma oggi gli stessi genitori si trovano a trasmettere ai figli qualcosa che ormai non possiedono». Sanna ha proseguito parlando della necessità di offrire modelli identitari e di valore ai giovani, tanto più importanti in un'epoca di “aridità del sentire”. In questo, gli insegnati hanno un ruolo fondamentale. «I docenti devono avere tenerezza, perché nella loro attività è già insita l'affettività – spiega l'assessore - La scuola di oggi è organizzata secondo linee guida nazionali ed europee, ma questo modello funzionerebbe bene solo in istituti che non fossero caotici». Da qui, la proposta di istituire l'insegnamento dell'affettività nelle scuole.

Nella foto: un momento del convegno
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