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Red 21 settembre 2019
Le Fiamme gialle della Seconda Compagnia di Cagliari, nell’ambito delle attività di contrasto al lavoro nero ed irregolare, hanno concluso un controllo nei confronti di una società operante nel settore della ristorazione
Assemini: 16 lavoratori in nero


ASSEMINI - Le Fiamme gialle della Seconda Compagnia di Cagliari, nell’ambito delle attività di contrasto al lavoro nero ed irregolare, hanno concluso un controllo nei confronti di una società operante ad Assemini nel settore della ristorazione. I finanzieri hanno selezionato un soggetto economico che aveva pubblicizzato, anche sui propri profili social, l’organizzazione di un pranzo speciale, ma le visure alle banche dati facevano emergere, in vitro, riportavano un numero di lavoratori incoerente con la dimensione del locale e dell’offerta. Le Fiamme gialle, prima che iniziasse il pranzo, sono intervenuti accedendo nel locale ed identificando tutte le persone intente a svolgere attività lavorativa, sia in cucina, sia nell’allestimento della sala.

Tutti i lavoratori sono stati intervistati per consentire una puntuale e dettagliata ricostruzione della propria situazione occupazionale. Dall’analisi delle informazioni formalmente acquisite all’atto dell’accesso e delle scritture obbligatorie previste dalla normativa giuslavoristica, è emerso che, dei venti lavoratori identificati, sedici erano completamente in nero. Il titolare dell’attività ha quindi ricevuto sanzioni amministrative ammontanti, nel complesso, ad un massimo di 54mila euro per l’impiego di personale sprovvisto della regolare copertura contributiva ed assicurativa, con il contestuale obbligo alla loro regolarizzazione (circostanza già ottemperata dalla parte) e la proposta al competente Ispettorato territoriale del lavoro della sanzione accessoria della chiusura per un determinato periodo di tempo, visto che il personale trovato “in nero” corrispondeva ad una percentuale almeno del 20percento dei lavoratori presenti.

Inoltre, a conclusione degli approfondimenti, è emerso che i dipendenti in nero ricevevano la retribuzione in contanti, modalità bandita dalla Legge di Bilancio 2018. Per questa violazione, il datore di lavoro è stato destinatario anche di una sanzione amministrativa compresa tra un minimo di mille ed un massimo di 5mila euro. Dall’inizio dell’anno, le attività di inagine ha consentito di individuare, complessivamente, ottantadue lavoratori in nero e sanzionare trentaquattro titolari di attività commerciali.
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