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Olbia 24notiziealgheroPoliticaAmministrazione › «I capigruppo mascherano la vergogna»
Cor 5 novembre 2019
Di seguito l´intervento dei consiglieri di minoranza relativo alla delibera che a detta dei colleghi di maggioranza intendeva «mettere ordine tra demagogia e capisaldi legislativi per la tutela dei principi costituzionali e dei diritti dei cittadini». Intanto ad Alghero (e non solo) cresce la polemica e molti gruppi si preparano alla piazza
«I capigruppo mascherano la vergogna»


ALGHERO - Botta e risposta. Aver fatto l'occhiolino ai gruppi neo-fascisti come primo atto di Giunta caratterizza il mandato della nuova amministrazione. Così i consiglieri di minoranza rispondono alla difesa dei capigruppo di maggioranza che parlavano di «un’aberrazione giuridica» in riferimento alla delibera anti-fasciata revocata dall'esecutivo Conoci [LEGGI]. «Governare l’uso del suolo pubblico è dovere dell’amministrazione comunale, che nell’esercizio della discrezionalità amministrativa può legittimamente richiedere una dichiarazione preventiva di adesione ai valori costituzionali dell'antifascismo e di ripudio del fascismo e del nazismo. È aberrante, piuttosto, difendere l’indifendibile» sottolineano i membri di Futuro Comune, Per Alghero, Partito Democratico e Sinistra in Comune.

«Vietare penalmente l’apologia di fascismo è competenza Statale; governare l’uso del suolo pubblico è dovere dell’amministrazione comunale, che nell’esercizio della discrezionalità amministrativa può legittimamente richiedere una dichiarazione preventiva di adesione ai valori costituzionali dell'antifascismo e di ripudio del fascismo e del nazismo bilanciando correttamente l'interesse privato a svolgere attività di propaganda politica con l'interesse pubblico a che ciò avvenga nel doveroso e consapevole rispetto dei valori costituzionali». Lo dice il Tribunale Amministrativo Regionale. «I gruppi di maggioranza della destra algherese confermano, ancora una volta, di non aver studiato abbastanza e maldestramente tentano di mascherare la vergogna puntando il dito contro chi, durante la passata consiliatura, ha varato una delibera necessaria quanto opportuna» attaccano Raimondo Cacciotto e Ornella Piras, Gabriella Esposito, Pietro Sartore, Mario Bruno, Mimmo Pirisi e Valdo Di Nolfo.

«Condizionare la concessione di spazi pubblici alla dichiarazione di adesione ai principi antifascisti contenuti nella Costituzione italiana non può essere definita una aberrazione giuridica. È aberrante difendere l’indifendibile. Molti comuni in Italia hanno promosso iniziative amministrative simili e molte sono state le pronunce della Magistratura amministrativa che ha rigettato i ricorsi di gruppi neo fascisti che si rifiutavano di sottoscrivere una dichiarazione di adesione ai principi sanciti dalla Carta costituzionale. Siamo sicuri che la maggioranza che dice di voler rilanciare Alghero, questo lo sapesse bene. Facciamo appello ai sentimenti democratici presenti nella maggioranza invitandoli a non farsi soffocare da posizioni che troppo ammiccano con l’ultra destra e soprattutto si distinguano con azioni e atti che incidano sullo sviluppo della città, di cui finora non si vede traccia. Su tutte la sentenza del TAR Piemonte 447/2019 che indichiamo ai colleghi consiglieri di maggioranza e al Sindaco affinché possano aggiornarsi, nell’interesse di tutti» conclude la nota.

Foto d'archivio
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14/12/2019
Consiglio comunale unanime ad Alghero: «Modificato in più parti e in modo sostanziale la proposta della Giunta e dell’Assessore Di Gangi, offrendo alla città un nuovo strumento che, se ben gestito, può essere d’ausilio per la destinazione Alghero»
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