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Olbia 24notiziesardegnaPoliticaRegione › Direttori in Regione: Giunta revochi atti
Red 11 novembre 2019
I Progressisti in Consiglio regionale hanno presentato un´interrogazione urgente alla Giunta regionale in merito alla nomina dei direttori generali esterni. «Nomine a rischio illegittimità», dichiarano i consiglieri d´Opposizione
Direttori in Regione: Giunta revochi atti


CAGLIARI - I Progressisti in Consiglio regionale hanno presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale in merito alla nomina dei direttori generali esterni. Il gruppo aveva già depositato un atto simile il 28 giugno, all'indomani dell'approvazione delle delibere con le quali la Giunta regionale ha concluso i procedimenti di designazione dei Direttori generali della Regione autonoma della Sardegna. Nei mesi scorsi, anche attraverso la possibilità data ai consiglieri regionali di attivare specifici accessi agli atti amministrativi della Regione, sono stati acquisiti nuovi elementi, che hanno ulteriormente aumentato la preoccupazione dei consiglieri d'Opposizione.

«La Giunta dovrebbe revocare immediatamente gli incarichi. Si tratta di figure strategiche nell'Amministrazione, responsabili di strutture complesse e servizi fondamentali. La condotta opaca e la totale assenza di trasparenza, tanto nelle informazioni la cui pubblicazione sarebbe obbligatoria per legge, quanto per ciò che concerne le delibere di Giunta, è intollerabile»¸ sostengono gli esponenti progressisti. Da ciò, nasce «la volontà di far luce sulle evidenti anomalie che stanno caratterizzando le nomine, politiche e dirigenziali, in questo avvio di legislatura».

Con l'interrogazione, i Progressisti, tra le altre cose, chiedono se i direttori generali, esterni ed interni, abbiano i requisiti richiesti ai sensi della normativa regionale in materia di personale ed organizzazione degli uffici della Regione e quali siano i motivi per i quali si è optato per nomine di soli sei mesi e non per l'intera durata della legislatura. Inoltre, i consiglieri chiedono di fornire i testi delle «delibere “fantasma”, approvate e mai pubblicate tanto sul web quanto sul Buras».
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