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Red 9 dicembre 2019
Alla fine, partecipanti e curiosi, di una cosa erano convinti: del peso non indifferente che gli istituti professionali hanno assunto nella formazione dei giovani algheresi e non solo. Sta tutto qui il significato del convegno dell’Istituto di istruzione superiore “Piazza Sulis”, tenutosi sabato nei locali della Fondazione Alghero, a Lo Quarter
Un´esperienza da gustare ad Alghero


ALGHERO - Alla fine, partecipanti e curiosi, di una cosa erano convinti: del peso non indifferente che gli istituti professionali hanno assunto nella formazione dei giovani algheresi e non solo. Sta tutto qui il significato di “Un'esperienza da gustare”, il convegno dell’Istituto di istruzione superiore “Piazza Sulis”, tenutosi sabato nei locali della Fondazione Alghero, a Lo Quarter. Un convegno fortemente voluto dalla componente docenti, per tracciare pubblicamente le linee di una rendicontazione sociale incentrata sul modo di operare degli istituti professionali nel territorio di riferimento, in tutte le sue articolazioni: alberghiera, manutenzioni ed operatori socio-sanitari. Il quadro emerso durante il convegno esprime in modo chiaro il ruolo dell’istruzione professionale quando si tratta di creare un collegamento tra le esigenze di un territorio e la formazione, le professionalità con la vocazione turistica dell'Isola, insieme ai servizi complementari, sia di ordine tecnologico, sia di assistenza alla persona.

Un percorso che nel tempo si è continuamente rinnovato, nel tentativo di interpretare al meglio i cambiamenti sociali ed in particolare le nuove tendenze del turismo, l’aspettativa di vita decisamente più elevata e la diffusione capillare delle nuove tecnologie anche a livello domestico. Si è ampliata e potenziata anche l’offerta, istituendo il corso serale per gli adulti e la sezione all’interno del carcere di Alghero (indirizzo Alberghiero e servizi per la sanità e l'assistenza sociale). Nel convegno è stato delineato anche il profilo dell’utenza, con ciò evidenziando la funzione di argine all’abbandono scolastico svolta dagli istituti professionali, e quelli di Alghero non fanno eccezione. Si tratta di studenti con una spiccata propensione verso il lavoro, desiderosi di costruirsi una vita autonoma non solo sotto l’aspetto economico. I dati presentati parlano di studenti che cominciano ad avere dei veri e propri contratti di lavoro già al finire della classe terza, che sfruttano le occasioni offerte dalla scuola (Alternanza scuola-lavoro e Stage) per fare esperienza in aziende di un certo livello, ed iniziare così un percorso professionale che talvolta prosegue anche dopo il diploma. Studenti che apprendono soprattutto attraverso l’esperienza, trovandosi a loro agio nelle attività di laboratorio, estese anche per l’apprendimento delle materie più teoriche.

La funzione sociale degli istituti professionali di Alghero è fortemente indirizzata a garantire a tutti gli studenti il diritto allo studio. Le esperienze di inclusione presentate al convegno rappresentano, forse più di qualunque altro aspetto, l’impegno della scuola per offrire a tutti spazi di socializzazione e di crescita umana, qualità indispensabili anche in campo lavorativo. Nonostante l’impegno i dati relativi all’insuccesso scolastico continuano ad essere impietosi, seppur in lieve, ma costante miglioramento. Purtroppo, le cause non sempre sono riconducibili solo alla scuola, a dimostrazione del fatto che il successo scolastico è costruito su più livelli, e comprende la famiglia, la comunità di riferimento, i servizi del territorio e la rete del welfare. Realtà istituzionali con cui gli istituti professionali si sforzano di dialogare, e dove spesso si incontrano sensibilità promettenti, soprattutto per il benessere degli studenti. Il successo più grande è poter interagire con le fragilità e le insicurezze di molti giovani adolescenti che frequentano gli istituti professionali, per costruire insieme esperienze significative, utili ad affrontare il futuro con più fiducia e con gli strumenti giusti. E quando uno di questi studenti arriva al diploma, questo è il messaggio lasciato dal convegno, il successo è corale, quasi a voler dire che la scuola non va lasciata da sola, ma sostenuta e considerata in ogni aspetto dell’organizzazione sociale e della collaborazione interistituzionale. Quello che attraverso il convegno si vuole dichiarare e rinforzare.
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