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Red 24 maggio 2019
Avvistati grazie al monitoraggio del progetto Life under griffon wings due rari capovaccai e due nidi di grifone. Gli uccelli necrofagi a rischio di estinzione scelgono le falesie algheresi
Capovaccai e grifoni a Porto Conte


ALGHERO - Una coppia di rari avvoltoi capovaccai si è stabilita da due mesi nell'area di Porto Conte. Il fenomeno (considerato eccezionale per la presenza in Italia di appena dieci-tredici coppie in Sicilia, Calabria e Basilicata) è stato osservato grazie al monitoraggio del progetto Life under griffon wings, che ha individuato anche due coppie nidificanti di grifone (fatto che non si verificava da vent'anni). Da fine marzo, le foto trappole, collocate nel carnaio allestito di Marina di Lioneddu a Prigionette per l'alimentazione dei grifoni, registrano costantemente la presenza dei due esemplari di capovaccaio. A questo, sono poi seguite costanti osservazioni visive grazie ai monitoraggi fatti in collaborazione con la Lipu algherese. Il capovaccaio risulta essere la specie maggiormente minacciata tra gli uccelli nidificanti nel Paese ed è classificata come “endangered” nella lista rossa mondiale, a causa del forte declino cui sono andate incontro gran parte delle popolazioni in Europa, Africa ed Asia.

«La presenza dei due capovaccai adulti e dei due nidi di grifone è un'ottima notizia - spiegano i responsabili del progetto - perché dimostra come le misure di tutela adottate per la salvaguardia degli avvoltoi abbiano favorito ricadute positive sull’intera comunità di uccelli necrofagi. Diversi fattori hanno reso attraente la Sardegna per i due capovaccai: l'impegno del Parco regionale di Porto Conte nel prevenire il disturbo dell'uomo con un'ordinanza specifica; la promozione del nostro Codice etico della fotografia naturalistica adottato da diversi enti; la presenza di fonti alimentari certe grazie ai carnai cosiddetti “allestiti”, gestiti dall'Agenzia Forestas, ed agli allevatori che hanno aderito alla rete di carnai aziendali, creati dall’Università di Sassari; la mitigazione del rischio di avvelenamento con la creazione di un nucleo cinofilo anti-veleno da parte del Corpo forestale della Regione Sardegna unitamente al Dipartimento di Medicina veterinaria, con il supporto della Croce gialla di Ploaghe». «Questa bellissima notizia ci riempie di orgoglio, ma anche di responsabilità - commenta il direttore del Parco di Porto Conte Mariano Mariani - questo eccezionale avvistamento infatti non solo testimonia che l'effetto riserva funziona, ma arricchisce di contenuti anche un progetto nato per salvare il grifone a Porto Conte e che ora può diventare un progetto ambizioso di restocking più ampio di altri vulturidi in Sardegna. Questa nuova presenza, inoltre, susciterà senz'altro attenzione ed è per questo che cercheremo di aumentare la sorveglianza per evitare disturbo a questa nuova specie che, anche se fosse di passaggio nel nostro Parco, lo arricchisce in ogni caso».

Non è la prima volta che un capovaccaio viene osservato in Sardegna negli ultimi anni: nel 2018, un'altra fototrappola del progetto Life under griffon wings ne aveva immortalato uno in un carnaio aziendale di Bosa. «Con il lancio di questa notizia, misureremo quanto le azioni di sensibilizzazione intraprese via social e negli info point del Comune di Bosa e del Parco di Porto Conte abbiano contribuito a rendere la comunità maggiormente consapevole nell’adozione di comportamenti giusti e rispettosi dell’ambiente. Abbiamo realizzato una stazione di osservazione nelle vicinanze del carnaio di Marina di Lioneddu - proseguono i responsabili del progetto - per consentire ai diversi visitatori del Parco di osservare la fauna senza produrre un impatto negativo sulle specie animali presenti». Il progetto, finanziato nell’ambito del nuovo Programma per l’ambiente e l’azione per il clima (Life 2014-2020), ha come obiettivo principale il miglioramento dello stato di conservazione del grifone in Sardegna: l’intervento è sviluppato dall’Università degli studi di Sassari, in partenariato con il Comune di Bosa, l’Agenzia Forestas ed il Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna, grazie anche al networking con la Junta de Andalucia e la Vulture conservation foundation, alla collaborazione con gli Assessorati regionali alla Difesa dell’ambiente, alla sanità ed all'agricoltura, con l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna e con il Parco naturale regionale di Porto Conte.
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