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Red 8 giugno 2019
Le Fiamme gialle del Comando provinciale di Cagliari hanno concluso tre controlli nei confronti di altrettanti operatori commerciali con sede a Quartu Sant’Elena, Pula e Capoterra, operanti, il primo, nel settore del commercio di abbigliamento e gli altri due nella ristorazione
Scoperti tre lavoratori in nero nel Cagliaritano


CAGLIARI - Le Fiamme gialle del Comando provinciale di Cagliari, nell’ambito delle attività di contrasto al lavoro nero ed irregolare, hanno concluso tre controlli nei confronti di altrettanti operatori commerciali con sede a Quartu Sant’Elena, Pula e Capoterra, operanti, il primo, nel settore del commercio di abbigliamento e gli altri due nella ristorazione. L’attività ispettiva è scaturita dall’analisi delle informazioni acquisite con il controllo del territorio, in particolare dai controlli sull’emissione dello scontino fiscale, e dal successivo approfondimento attraverso la consultazione delle banche dati in uso al Corpo. L’azione dei finanzieri è stata orientata alla verifica del corretto assolvimento degli obblighi connessi alla corretta assunzione del personale ed al rispetto delle condizioni contrattuali prescritte dal contratto nazionale di riferimento.

All’atto degli accessi nei posti di lavoro, i militari hanno controllato ed intervistato tutte le persone evidentemente dediti a svolgere le proprie mansioni. Successivamente, hanno proceduto ad incrociare le informazioni acquisite con le risultanze emerse dalla consultazione degli archivi centralizzati e dalla documentazione presentata dai titolari delle attività controllate. Alla fine degli approfondimenti, le Fiamme gialle hanno riscontrato in ciascun esercizio commerciale la presenza di un lavoratore “in nero”, vale a dire sprovvisto di qualsiasi regolarizzazione formale del rapporto di impiego, sia sotto il profilo contributivo, sia assicurativo, circostanza questa che, oltre a costituire illecito amministrativo, non assicura ai lavoratori alcuna forma di tutela e di assistenza, soprattutto in caso di infortunio.

Per i tre titolari delle attività controllate, oltre all’obbligo di regolarizzare i lavoratori per il periodo di lavoro prestato “in nero”, è scattata una sanzione, per ciascuno, compresa tra i 1.800 ed i 10.800euro. Inoltre, nel caso del contribuente cagliaritano è emerso che la retribuzione avveniva in contanti, modalità non più consentita dalla Legge di Bilancio del 2018, che ha imposto, dal primo luglio 2018, l’obbligo del pagamento delle retribuzioni con modalità tracciabili. Per questo, il datore di lavoro è stato destinatario di una sanzione amministrativa compresa tra un minimo di mille ed un massimo di 5mila euro.
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