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Stefano Deliperi 28 dicembre 2015
L'opinione di Stefano Deliperi
Smog in città, ci salvano gli alberi


Tarda a giungere il vero inverno in Italia e l’aria diventa irrespirabile nelle nostre città. Peggio accade nei nostri polmoni. Non siamo fortunatamente ai livelli di Pechino, vera capitale mondiale dell’inquinamento, ma le nostre sono città dove gli alberi vengono affidati alle cure delle motoseghe e dove lo smog detta legge. Colpa del riscaldamento globale? Sì, forse, in parte. Senza dimenticare che mutamenti del clima sono comunque avvenuti più volte in epoca storica, dal periodo caldo medievale (sec. IX-XIV) alla piccola era glaciale (metà sec. XVI – metà sec. XIX).

Non c’è dubbio sul fatto che meno veicoli a motore circolino nelle nostre strade e meglio sia, ma ancora troppo pochi amministratori locali sono consapevoli del fatto che siano gli alberi la vera salvezza delle nostre città. Infatti, nelle nostre città, nei nostri paesi continua invece il taglio insensato di alberi, siepi e arbusti: da Padova a Carbonia, da Abano Terme a Empoli, da Firenze a Cagliari, la motosega impazza giuliva nel Bel Paese.

Come confermano le più recenti ricerche scientifiche, gli alberi non solo sottraggono anidride carbonica e forniscono ossigeno all’aria che respiriamo, ma eliminano anche le pericolosissime polveri sottili, specialmente il particolato fine inquinante (inferiore ai 2,5 micron, o PM2,5), generati soprattutto dai sistemi di riscaldamento tradizionali e dal traffico veicolare. L’approvazione della legge n. 10 del 14 gennaio 2013, “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” è stata una piccola-grande rivoluzione verde per le città, ma è tuttora largamente inattuata. O si piantano alberi nelle città – e tanti – o gli altri rimedi, comprese le limitazioni del traffico veicolare privato, saranno solo dei palliativi temporanei.

*Per Grig, Gruppo d'Intervento Giuridico
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