Il governatore in un´intervista a ´Prima´: «A dicembre presenteremo il bilancio di metà mandato»
ALGHERO - A meta´ del suo mandato di cinque anni, Renato Soru, fondatore di Tiscali e oggi presidente della Regione Sardegna, difende il suo programma di rinnovamento dell´isola, spesso contestato, e spiega perche´ era inevitabile la tassa sul lusso in un´intervista pubblicata sul numero di dicembre del mensile Prima Comunicazione e rilanciata dall´agenzia Adnkronos.
«Nei cinque anni precedenti in Sardegna si era passati da 300 milioni a 3 miliardi di debiti annui. Quando lo Stato sfora il 3% si parla di disastro, cosa si sarebbe dovuto dire per noi che sforavamo di circa il 22%? Percio´ i tagli e il rientro dagli sprechi erano indispensabili, ma non bastavano. Ecco perche´ -aggiunge Soru- abbiamo dovuto utilizzare anche un´autonomia impositiva che come Regione autonoma abbiamo, chiedendo che tutti contribuiscano».
«A dicembre -annuncia Soru- presenteremo il bilancio di meta´ mandato. Credo che il nostro programma fosse molto chiaro e lo stiamo rispettando, soprattutto dove dicevamo che volevamo riformare la politica riportando maggiore responsabilita´ e eticita´ nella gestione della cosa pubblica. Noi la pubblica amministrazione l´abbiamo semplificata, ridotta, riorganizzata. Abbiamo bloccato il turnover, promosso esodi incentivati, bloccato tutti gli automatismi interni. E per la prima volta in 50 anni abbiamo fatto un bando per l´assunzione di dirigenti dall´esterno».
«E´ vero che le cose che facciamo non riescono a passare in maniera adeguata attraverso alcuni organi di informazione regionale», ammette Soru nell´intervista a ´Prima´ riferendosi al principale gruppo editoriale della Regione, il gruppo dell´Unione Sarda di Sergio Zuncheddu.
«In due anni e mezzo, pur avendolo richiesto, non sono stato mai intervistato ne´ dal giornale, ne´ dalla televisione. Qualcuno si chiedera´ perche´ questo avvenga e la risposta non puo´ che essere nella scelta di schieramento politico estremanente marcato di questo gruppo».
Sulla recente polemica che lo ha coinvolto per la gara sulla pubblicita´ istituzionale della Regione vinta dall´agenzia Saatchi Saatchi, che in passato ha lavorato per Tiscali, Soru nell´intervista a Prima cosi´ ribatte: «Se avessimo deciso di affidare tutto per chiamata diretta a Saatchi&Saatchi e gli avessimo detto ´devi investire tutto nei media locali´ non ci sarebbe stato nessun clamore. Ma noi abbiamo fatto una scelta professionale, puntando a far conoscere la Sardegna e i suoi prodotti fuori dall´isola e non in casa nostra. In passato, invece, la maggior parte di queste risorse-ricorda- venivano spese per campagne promozionali all´interno dell´isola e i fondi della comunicazione finivano in gran parte col finanziare l´editoria della Sardegna. Questo e´ il vero motivo del contendere e non chi ha vinto».
Commenti