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Luigi Coppola 12 gennaio 2007
A Sassari il ritorno di Johnny Dorelli
Sulla ribalta del Verdi il protagonista di Gran Varietà e Aggiungi un posto a tavola. In coppia con Antonio Salinas, sono I Ragazzi irresistibili, commedia culto di Neil Simon. In scena lunedì 15 e martedì 16, due serate da tutto esaurito


SASSARI – Il secondo appuntamento della rassegna di prosa invernale a Sassari, organizzata da Cedac Sardegna, riserva uno spettacolo di prosa brillante da tutto esaurito. Lunedì 15 gennaio (con replica la sera seguente alle ore ventuno), sul palco del Verdi reciterà Johnny Dorelli. Con Antonio Salinas ed al ricco cast del Teatro Stabile La Contrada, per la regia di Francesco Macedonio, va in scena I Ragazzi irresistibili. La storia raccontata da Neil Simon, pur attraverso una serie di situazioni altamente divertenti e spesso al limite del grottesco, affronta alcune tematiche molto importanti e certamente lontane dalla comicità. Due vecchi attori, Willie e Al, si incontrano dopo parecchi anni per riallestire uno dei loro celebri numeri comici. Separatisi a seguito di continue baruffe, non hanno dimenticato del tutto i vecchi rancori, e così, quando tentano di riconciliarsi, non fanno altro che rievocare e inasprire le passate incomprensioni. Ecco quindi emergere il tema della vecchiaia che, curiosamente, è posto in grottesca contrapposizione con il titolo della commedia e, soprattutto, con il nome d’arte che continuano a sfoggiare Willie e Al. Quelli che noi vediamo sulla scena sono due uomini ormai ultrasettantenni, i quali si sono allontanati dal mondo circostante per rinchiudersi in una solitudine in cui regna, sopra ogni cosa, l’incapacità a comprendersi. Dei due, Willie possiede il carattere più scontroso. Abituato alla solitudine dei camerini, dopo il forzato ritiro dal mondo dello spettacolo ha acutizzato le sue maniere brusche, rinchiudendosi nel proprio appartamento come in una sorta di volontario esilio. È vedovo e senza figli: solo un nipote si prende cura di lui ma senza troppi affanni, dal momento che lo stesso Willie sembra provarne fastidio. E nella sua solitudine, emergono tutti i difetti tipici della persona anziana: non esce mai di casa, si dimentica di mangiare, contraddice costantemente il proprio interlocutore. Unico interesse è la rivista “Variety”, di cui legge solo la pagina dei necrologi. Tali premesse potrebbero fornire un quadro altamente angosciante che tuttavia, nella scrittura scenica di Simon, si trasforma in una sensazionale occasione per ribaltare le prospettive e inquadrare la vicenda attraverso una dimensione altamente grottesca. E il pedale della comicità viene spinto così tanto che, in taluni punti, non si riesce neppure a distinguere quando Al e Willie stiano recitando la loro scenetta e quando i due vecchi attori stiano realmente bisticciando tra loro. Tutto il testo di Simon è sapientemente giocato su un costante alternarsi di situazioni comiche, grottesche e drammatiche, pur senza giungere mai al tragico. Ma è indubbio che un’altra grande abilità dell’autore è quella di creare un’intera commedia su una trama estremamente sottile, dove la vicenda procede non attraverso grandi azioni, ma piuttosto tra battute mordenti, piccole cattiverie, assurdità di ogni genere. E il meccanismo funziona perché ciascuno di noi ritrova nella commedia qualcosa di sé e del proprio vissuto quotidiano. Seconda giovinezza e nuovo anno che parte con i migliori auspici per Johnny Dorelli a breve impegnato anche sulla scena canora del prossimo Festival di Sanremo, voluto dal suo coetaneo Baudo. Giorgio Guidi nasce a Milano nel 1937. A soli nove anni si trasferisce a New York per raggiungere il padre Aurelio, che si esibisce come cantante con il nome d’arte di Nino D’Aurelio: questo nome, storpiato dalla pronuncia americana, darà a Giorgio Guidi l’idea per il suo futuro pseudonimo. Durante il soggiorno americano, Johnny Dorelli studia pianoforte e contrabbasso alla High School Of Music And Art di New York, dove viene notato da due grandi direttori d’orchestra, Percy Faith e Paul Whiteman (il primo arrangiatore per Tony Bennett e Doris Day, il secondo prediletto da George Gershwin per dirigere le sue opere), e ottiene buoni risultati nell’ambito di un concorso per nuovi talenti bandito dalla CBS. Quando nel 1955 torna in Italia ed esordisce nel mondo dello spettacolo, Dorelli viene apprezzato come talento tutto italiano al quale viene riconosciuta quella capacità d’intrattenimento che caratterizza alcuni poliedrici entertainer americani, piuttosto che gli uomini di spettacolo nostrani. Presto debutta al cinema in “Cantando Sotto Le Stelle” (diretto da Marino Girolami, con Luciano Tajoli, Nilla Pizzi e Memmo Carotenuto) e poi, incoraggiato dal suo padrino, il Maestro Danzi, Dorelli trova la giusta occasione per debuttare anche in teatro con i fratelli Maggio in “La Venere coi baffi”. La carriera cinematografica prosegue con titoli come “Tipi Da Spiaggia”, “Guardatele Ma Non Toccatele”, “Totò, Peppino E Le Fanatiche”, tutti diretti da Mattoli, che permettono a Dorelli di lavorare al fianco di attori come Tognazzi, Vianello, Scotti, Pani, Totò e Peppino De Filippo. Intanto cresce di pari passo la fortunata carriera canora che, iniziata con il successo di “Calypso Melody”, prosegue con il “Musichiere”, dov’è cantante fisso, fino ad approdare a due Festival di Sanremo, in coppia con Modugno, dove vince con “Nel Blu Dipinto Di Blu” (1958) e “Piove” (1959). Seguono successi come “Lettera a Pinocchio”, “Meravigliose labbra”, “Love in Portofino” e “Boccuccia di rosa” fino all’ulteriore successo a Sanremo con “L’Immensità” di Don Backy nel ‘67. Da qui la carriera di Dorelli prosegue con un crescendo di successi. Si dimostra abile intrattenitore nel televisivo “Johnny 7” e nel radiofonico “Gran Varietà”, andati in onda rispettivamente per 4 e 10 anni. Nel 1968 interpreta il primo ruolo cinematografico da protagonista in “Arriva Dorellik” portando sul grande schermo un personaggio nato con “Johnny 7”, parodia del fumetto delle Giussani. In queste prove l’attore ha modo di sfoggiare un grande talento comico, riservando qualche piccolo spazio anche alla sua inconfondibile voce. Nello stesso anno Dorelli torna in tv con Catherine Spaak, in “La Vedova Allegra”, seguito poi dalla presentazione di “Canzonissima” e, con Mina, di “Teatro 10”. Dopo alcuni film per la tv, nei primi anni ‘70 è la volta di “Pane e Cioccolata”, interpretato a fianco di Nino Manfredi, per la regia di Brusati. Ma gli anni ‘70 vedono soprattutto Dorelli confermare a teatro il suo talento di attore, prima nella commedia musicale “Promesse, promesse” - tratto da “L’Appartamento” di Neil Simon - con Catherine Spaak, quindi con “Niente Sesso Siamo Inglesi”, farsa scatenata in cui recita con la coppia Panelli-Valori e con Alida Chelli, per approdare al suo maggior successo con l’indimenticabile “Aggiungi Un Posto A Tavola”, commedia musicale di Garinei e Giovannini con le musiche di Trovajoli, portata in scena assieme a Paolo Panelli e Bice Valori e Daniela Goggi. Il successo dello spettacolo è tale da essere tradotto e rappresentato a Londra nel 1978, sempre con Dorelli nel ruolo del protagonista. L’anno successivo si presenta sulle scene teatrali con un nuovo musical, “Accendiamo La Lampada” di Garinei, Giovannini e Fiastri, che recupera parte del cast della precedente commedia, cui si aggiunge Gloria Guida. Sempre negli anni ‘70 prende parte anche a numerose pellicole per il grande schermo: “Una sera c’incontrammo” di Schivazappa, “Dimmi che fai tutto per me”, “Cara sposa” e “Come perdere una moglie e trovare un’amante”di Festa Campanile; nel ‘76, partecipa in un ruolo drammatico a “L’Agnese va a morire” di Montaldo tratto dall’omonimo romanzo di Renata Viganò. Segue “La Presidentessa”, remake firmato da Salce di un film di Pietro Germi tratto dalla pièce di Hannequin e Veber. Attore completo, inanella una serie di pellicole cinematografiche, divenute culto del grande schermo nazionale: “Tesoromio”, “Il Cappotto di Astrakan”, “Amori miei”, “Non ti conosco più amore”, “Sesso e Volentieri” e tanti altri che crescono la popolarità anche di altri colleghi e registi. Marco Vicario, Steno, Laura Antonelli, Monica Vitti, Dino Risi, solo alcuni degli artisti che condividono i successi del ragazzo d’oltreoceano. Senza approfondire la produzione televisiva che vede Dorelli trionfare sia negli sceneggiati (“Cuore” diretto da Comencini nel 1985 – “La Coscienza di Zeno, 1988 di Bolchi) che nei varietà (“Pregiatissima” – “Sanremo ‘90” – “Fantastico ‘91”). Per le due serate al teatro Verdi è consigliabile contattare il botteghino del teatro al numero: 079.239479.

Nella foto Johnny Dorelli in scena
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