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A.B.
18 febbraio 2007
Teatro: La Torre di Sulis in un’opera teatrale
“Scommiato! Vincenzo Sulis, vita e prigionia di un capo popolo”, piece teatrale che rievoca la prigionia ai tempi dei Savoia, nella torre algherese che ne porta il nome, verrà portato sul palco dall’associazione “Il crogiuolo” dal 22 al 25 febbraio e l’1 e 2 marzo 2007, al Teatro Sant’Eulalia di Cagliari

CAGLIARI - Nuovo appuntamento con la rassegna “Ritornelli dell´attesa” organizzata da Il crogiuolo al Teatro Sant’Eulalia di vico collegio 2 Cagliari, in scena dal 22 al 25 febbraio e l´1 e 2 marzo 2007, alle ore 21, la domenica ore 18, lo spettacolo “Scommiato! Vincenzo Sulis, vita e prigionia di un capo popolo”, una coproduzione Il crogiuolo e La Nuova Complesso Camerata. Lo spettacolo, frutto di un progetto di collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari, ripercorre alcune significative pagine della storia moderna della Sardegna, attraverso le parole dell’autobiografia di Vincenzo Sulis, interpretata da Mario Faticoni. Il Sulis di “Scommiato!”, nella regia di Bruno Venturi, autore anche della riduzione del testo, ricorda nella sua ultima residenza a La Maddalena, gli avvenimenti che lo portarono ad essere avversato dai Savoia, che tanto fedelmente aveva servito, e quindi a trascorrere gran parte della sua vita prigioniero nella torre dello Sperone (oggi Torre Sulis ) di Alghero. Il ricordo prende vita e corpo, come se si stesse assistendo allo scorrere di una pellicola cinematografica, grazie all’interazione, in un gioco di teatro nel teatro, con il servo di scena Rimedia Puggioni, evocazione dei guardiani e carcerieri che hanno costellato i giorni da ergastolano del nostro. Lo spettacolo grazie alla collaborazione con l’Associazione “Gettiamo le Basi” si è potuto avvalere di alcuni preziosi filmati che gli hanno consentito di toccare aprendo una finestra sul presente, uno dei contenziosi fino a non molto tempo fa aperti per la popolazione sarda, la presenza delle Basi Nato a la Maddalena. I costumi di “Scommiato!” sono firmati da Luisa Corda, le luci da Marco Dentoni.
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