CAGLIARI – Con i due articoli sul conflitto di interessi è ripresa questo pomeriggio, sotto la presidenza dell’on Eliseo Secci e del Presidente Giacomo Spissu, la discussione della Legge Statutaria. La seduta è cominciata nel tardo pomeriggio a causa di alcune sospensioni una delle quali dovute alla mancanza del numero legale. In discussione gli articoli 25 e 25 bis concernenti “altri casi di incompatibilità” in particolare riguardanti il possesso da parte del Presidente, degli assessori o dei consiglieri di società o quote di società per azioni e le modalità per ovviarvi. Nel corso della discussione generale sull’articolo 25 e sugli emendamenti l’on. Giovanni Moro (An) ha parlato di genericità dei due articoli per quanto riguarda il piano generale dei principi nel testo proposto dalla Giunta, ed eccesso di dettaglio nel testo della Commissione. Sono passati due anni e mezzo senza che sul conflitto d’interessi si sia fatto niente, mentre sul conflitto di interessi di Berlusconi la sinistra ha immediatamente tuonato: “un classico caso di doppia politica e doppia morale”. Per quanto concerne il merito dell’articolo, l’on. Moro, affermando che la normativa proposta è inadeguata, ha aggiunto che meglio sarebbe fare riferimento a quanto prodotto dalla Camera dei deputati tralasciando i complicati dettagli. Per l’on. Chicco Porcu (Ps), è invece importante che la Commissione abbia affrontato con puntualità questo argomento. “Crediamo che la soluzione adottata del ‘negozio fiduciario’ abbia il pregio di separare l’azione pubblica da quelle di carattere economico privato”. Apprezzamento da parte dell’on Porcu anche per quanto riguarda “la regolamentazione dell’incompatibilità temporanea”, che riguarda in particolare i consiglieri regionali nell’atto delle votazioni su materie che hanno riferimento a situazioni personali: “importante istituire questo principio della doverosa astensione”. Nel denunciare che nell’esame del Piano sanitario non vi sia stata altrettanta sensibilità per gli aspetti del conflitto di interessi, l’on Roberto Capelli (UDC) ha dichiarato che la disciplina offerta dall’articolo 25 è inidonea a regolare seriamente l’incompatibilità. “Si prevede la stipula di un negozio fiduciario, ma questo accordo non contempla alcun obbligo reale: come si può sapere se fiduciario e stipulante, nonostante il divieto di principio si consultino segretamente?”. Al di là delle apparenze, la nomina del fiduciario “è una presa in giro”, per questo l’emendamento presentato dal suo Gruppo. Critiche anche da parte dell’on. Pierpaolo Vargiu (Riformatori) Il nodo posto dai due articoli è centrale della politica, ma difficilmente affrontabile nel clima generale di stanchezza che si vive in Consiglio. Secondo Vargiu è difficile stabilire nuove regole “in corsa”. Soprattutto se si tratta di regole che riguardano gli intrecci fra interessi economici e politica. Dopo la votazione degli emendamenti dell’opposizione che sono stati tutti respinti, l’articolo 25 è stato quindi approvato con 37 si e 12 no. Nel corso della discussione degli emendamenti erano intervenuti i consiglieri Pierpaolo Vargiu (Rif), Mario Diana (An), Raffele Farigu (Misto Nuovo Psi), Maria Grazia Caligaris (Sdi Rnp). E’ quindi cominciato l’esame dell’articolo 25 bis che riguarda i divieti contrattuali nei casi previsti dal conflitto d’interessi. Anche su questo argomento è intervenuto esprimendo forti perplessità Pierpaolo Vargiu (Rif), “Sono fortemente ma serenamente convinto che questa normativa sia inadeguata”, ha ripetuto anche in questa circostanza. Nei prossimi le parole della norma in esame saranno passibili certamente di cattiva comprensione e interpretazione. Secondo Vargiu non doveva essere in questa sede che si sarebbero dovuti disegnare i dettagli, ma stabilire il principio: “quello di tenere separati gli interessi di natura economica e societaria dagli interessi di quest’aula”. Oltrettutto per Vargiu si tratta di norme che non possono realmente impedire i conflitti di interesse. Contrarietà espressa anche da parte dell’on Roberto Capelli (Udc), per “l’indifferenza e superficialità con cui si stanno discutendo articoli ed emendamenti di una legge considerata dalla maggioranza tanto importante da fare attendere la discussione della Finanziaria”. E’ difficile, ha detto Capelli, comprendere e adeguarsi ac certi meccanismi, anche se si deve constatare che molti consiglieri giovani che sono in quest’aula da poco hanno imparato in fretta ad adeguarsi. Il ruolo dell’aula è molto cambiato rispetto a un passato non lontano: quest’aula, secondo Capelli, è sempre più disattenta. Il dibattito prosegue.
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