Il concerto recitato dedicato al omonimo film sostituisce lo spettacolo “Buonanotte mamma”
ALGHERO - Ultimo appuntamento del Circuito Teatrale Regionale Sardo organizzato dal Cedac. In scena “Lezioni di piano”, concerto recitato dedicato al famoso omonimo film di Jane Campion, interpretato da Holly Hunter e Harvey Keitel, e all’altrettanto nota colonna sonora composta da Michael Nyman. La pellicola, del 1993, vinse la Palma d'Oro al Festival di Cannes e segnò il debutto nel grande cinema ufficiale dell'originale regista neozelandese di “Sweetie” e “Un angelo alla mia tavola”. Protagoniste in palcoscenico l’attrice Nunzia Antonino e la pianista Daniela Pansini, la regia è firmata da Carlo Bruni. La tournée isolana dello spettacolo (che sostituisce “Buonanotte mamma”, previsto inizialmente in cartellone, annullato per l’indisponibilità dell’attrice Gaia De Laurentiis), parte dal Teatro Civico di Alghero e toccherà anche le piazze di Arzachena, La Maddalena, Olbia, Meana Sardo e Oristano. Ada, la figlia Flora , lo sfortunato coniuge Alisdair Stewart e l’amante Baines, sono prototipi di quel motore che talvolta travolge il sentimento e il corpo, spingendoli lungo sentieri aspri, facendoli barcollare pericolosamente e pure eroicamente, nel disperato tentativo di dare un significato concreto all’amore. «Questo lavoro nasce dal desiderio di condividere la passione per un film e per la musica che lo anima; di rievocare l’origine semplice, misteriosa e travolgente di una passione amorosa. Un posto lontano, un uomo, una donna muta a lui promessa, un amante e l’emozione di un improvviso, potentissimo vincolo a cui non si può sfuggire». Afferma il regista Carlo Bruni, «nella messa in scena abbiamo privilegiato la linea dell’ascolto e affidato al dialogo tra pianoforte e voce recitante, il compito di rievocare questa stupita iniziazione all’amore. Daniela Pansini, pianista, ha ispirato il progetto e coinvolto nell’impresa l’attrice Nunzia Antonino. Il nostro compito (mio e di Michele Santeramo) è stato quello di ricomporre il testo e guadagnare una sua autonomia teatrale, attenendoci alla misura propria del concerto».
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