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Olbia 24notiziesardegnaOpinioniEconomiaSi dimetta l'assessore delle bufale
Ugo Cappellacci 12 gennaio 2017
L'opinione di Ugo Cappellacci
Si dimetta l'assessore delle bufale


Dal primo assessore che riesce a parlare di Finanziaria 2016 legittima mentre legge una sentenza che dichiara il contrario c’è da aspettarsi di tutto, ma le bufale dell’assessore Paci sono un insulto all’intelligenza e al buon senso dei sardi. Paci afferma che la trattativa con lo Stato sugli accantonamenti è costante e ferma e resterà in piedi fino al risultato. In realtà non è stata né costante né ferma, ma una delle più vergognose pagine della storia dell’Autonomia. La giunta da me guidata si è opposta subito agli accantonamenti con un ricorso alla Corte Costituzionale, il n. 160 del 2012. Cosa hanno fatto Paci e i suoi esimi colleghi?

Nel 2014 hanno firmato un accordo con cui hanno ritirato tutti i ricorsi e rinunciato perfino agli effetti di quelli già vinti. Ritirato anche quello sugli accantonamenti. La Valle d’Aosta ha fatto un ricorso uguale, ma non lo ha ritirato: così nel 2015 ha ottenuto una sentenza favorevole dalla Corte Costituzionale e nella legge di stabilità c’è scritto che si riprenderà il maltolto. Invece, tanto viene preso in considerazione il ‘carisma’ di Paci che nella stessa legge, approvata a Dicembre, lo scippo viene addirittura prolungato fino al 2020. Se oggi l’isola perde 700 milioni l’anno, che prendono il volo per Roma, sappiamo di chi è la responsabilità. Ed è sufficiente una semplice moltiplicazione per gli anni in cui si ripeterà questo scippo per comprendere quanto costi alla nostra isola l’incapacità e l’arrendevolezza della giunta dei pasticci. L’assessore mente anche quando rivendica presunti risultati sulle tasse: se l’IRAP è la più bassa d’Italia- sottolinea il forzista- è grazie alla nostra riduzione del 70%. Loro invece l’hanno nuovamente aumentata con l’articolo 3 della legge regionale n. 5 del 2015.

A conferma che con le arrendevoli trattative non è arrivato neppure un centesimo in più alla Sardegna, ma centinaia di milioni in meno, c’è l’indebitamento dei sardi con due mutui da 1 miliardo e 200 milioni: insomma, pur di non disturbare Renzi, hanno preferito prendere un prestito sulle spalle dei sardi. Almeno abbia il buon senso di non offendere un’intera isola, parlando di una Finanziaria “di tutti i sardi”, visto che è un documento che è tutto suo, forse della Giunta, e che già diversi esponenti della maggioranza hanno preso le distanze. Perché non prende in considerazione le dimissioni? Sarebbero solo un fatto tecnico, perché sul piano politico la sua esperienza è stata irrilevante e dannosa.

*coordinatore regionale di Forza Italia
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