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Mariangela Pala 30 gennaio 2017
Osservatorio sul lavoro: un no secco dei 5 Stelle
Non ci sarà nessun osservatorio sul lavoro per il monitoraggio e la tutela delle maestranze locali. Lo ha deciso la maggioranza bocciando la proposta del consigliere comunale di Autonomia popolare, Alessandro Carta finalizzata ad istituire un organismo volto a monitorare l’andamento delle principali vertenze lavorative presenti sul territorio


PORTO TORRES - Non ci sarà nessun osservatorio sul lavoro per il monitoraggio e la tutela delle maestranze locali. Lo ha deciso la maggioranza bocciando la proposta del consigliere comunale di Autonomia popolare, Alessandro Carta finalizzata ad istituire un organismo volto a monitorare l’andamento delle principali vertenze lavorative presenti sul territorio. «Ritengo assolutamente inaccettabile che la maggioranza targata M5s, al quale è stato affidato il compito di dare un nuovo corso alle sorti della nostra città, dilaniata dalla crisi e ferita nel suo animo, assuma un atteggiamento talmente remissivo e rinunciatario rispetto alla necessità di reagire con forza ad un destino di desolazione e rassegnazione».

Il consigliere Carta si indigna di fronte alla scelta del gruppo consiliare 5 stelle di respingere un istituto indirizzato a tutelare i patti e gli accordi siglati tra i principali attori economici sul territorio con le istituzioni locali, la Regione Sardegna e i vari ministeri centrali. «Altro che nuovo corso: questi sono i titoli di coda rispetto ad un film che non è mai cominciato» osserva «il voto contrario della maggioranza alla proposta di istituzione di un osservatorio sul lavoro, è un no deciso alla costituzione di un fronte unico che manca al territorio e che avrebbe permesso di avere al nostro fianco le associazioni di categoria del commercio, dell'industria e dell'artigianato locale, i sindacati che sono gli interlocutori principali per portare avanti questi ragionamenti e che questa amministrazione trascura».

Per il consigliere tale strumento avrebbe permesso di avere come alleati i comuni vicini «che non stanno sicuramente meglio di noi e che hanno bisogno anch'essi di risposte e che dovrebbero avere in Porto Torres il punto di riferimento per queste battaglie politiche e sociali. Un organismo, che per ovvie ragioni non può essere rappresentato dalle semplici commissioni consiliari, totalmente improduttive in questi 18 mesi di consiliatura, avrebbe potuto rappresentare uno strumento fondamentale a far capire ai cittadini e alle multinazionali del territorio che la nostra comunità vuole mantenere la schiena dritta in una situazione drammatica nella quale, una volta per tutte, tutti gli accordi e i protocolli di intesa vengano rispettati».

In un momento delicato e importante come quello che sta attraversando il territorio «lo dicano, i signori della maggioranza che hanno votato no, alle aziende strutturate per partecipare alle bonifiche a cui sono state sbattute le porte in faccia o - conclude Carta - alle famiglie che attendono di capire se c'è posto per le maestranze locali nella partita delle bonifiche che si gioca a casa nostra.
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