E’ stato presentato il “Secondo rapporto sul turismo ad Alghero”. L’analisi sull’utilizzo delle “seconde case” darebbe risultati opposti a quelli derivanti dai dati ufficiali
ALGHERO – Presentato questa mattina nella Sala Consiliare di Via Columbano il “Secondo Rapporto sul turismo ad Alghero”. Questo è il frutto del lavoro dell’Osseravatorio del Turismo, attivo da due anni ed unico esempio in Sardegna. La supervisione è stata affidata ai professori Arnaldo Cecchini e Cristian Cannaos, della Facoltà di Architettura, che guida l’operazione, col Patrocinio dell’Assessorato al Turismo di Alghero, rappresentato nell’occasione dall’assessore Antonio Costantino. Il primo rapporto redatto riguardava la “domanda di mercato”, quindi era un’accurata indagine qualitativa e quantitativa sui turisti (profili della popolazione turistica, percezione ed aspettative). Era certamente un rapporto utile per tarare la reale consistenza del flusso turistico, perché i dati ufficiali tendono a distorcere la realtà, perché i numeri presentati sono inferiori, visto che ne colgono solo una parte, quella che utilizza le strutture alberghiere. Un tentativo di stima reale del flusso viene ricercato invece puntando l’obbiettivo sulle “seconde case” presenti in gran numero ad Alghero. Questo secondo rapporto è invece un modo per capire gli operatori, con un questionario su un campione quantitativamente importante, più alcune interviste mirate. Secondo il professor Cecchini, bisogna dotare Alghero di uno strumento efficace per valutare le scelte degli operatori e le leggi sul turismo. La domanda che l’operatore si deve porre è : «Che riscontro si ottiene attuando una determinata azione?». Per Cecchini non c’è una contrapposizione tra residenti e turisti, ma fanno parte dello stesso gruppo in un “continuum”. La parola è Cristian Cannaos, che ha dimostrato numericamente, come la stagione 2006 sia stata, turisticamente, numericamente superiore alla precedente. Nonostante i numeri ufficiali tendano ad indicare l’opposto, per Cannaos la differenza è da ricercare nel boom delle “seconde case” presenti nel territorio algherese. Per misurare la presenza di questi importante flusso turistico che non passa sui registri delle strutture alberghiere cittadine, l’Osservatorio si è basato sui dati che sono venuti fuori da un controllo incrociato sui dati di due situazioni presenti nel quotidiano di ognuno: la produzione mensile di rifiuti solidi urbani (Fonte Slia) e sulla vendita di beni primari, e soprattutto del pane, (Fonte Supermercati Sisa). In questo modo si è cercato di dimostrare le presenze reali ad Alghero per ogni mese preso in considerazione, tenendo presente che il panorama abitativo delle “seconde case” per lo scorso anno, conta una media tra trentunmila e cinquantacinquemila posti letto che le stime ufficiali non tengono in considerazione. Ma il rapporto da un’esauriente descrizione delle tipologie ricettive locali. Analizza infatti le variabili di utilizzo, le proprietà, gli investimenti e la conduzione delle strutture ricettive algheresi, dagli hotel di lusso, a quelli di seconda fascia, fino ai bed & breakfast, la novità, sempre più dilagante, nella nostra città.
Alla presentazione ha partecipato anche Giampaolo Nuvolati, docente di Sociologia dell’Ambiente e del Territorio in qualità di Professore associato presso l’Università di Milano Bicocca, che alle 15, nell’aula piano terra dell’ex Asilo Sella, terrà una lezione aperta, a cura della Facoltà di Architettura, dal titolo”Popolazioni in movimento”.
Nella foto: Un momento della presentazione dei dati analizzati
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