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Antonio Sini 26 maggio 2007
“Analfabelfica” propone le Baccanti di Euripide
L’opera Euripide che si rappresenterà al Teatro civico, non ha certo bisogno di presentazione presso gli appassionati di teatro classico


ALGHERO - Oggi sabato 26 e domenica 27 maggio l’”Analfabelfica” proporrà al pubblico algherese “Le Baccanti” di Euripide. Opera che, come si ricorderà, è già stata rappresentata la scorsa estate presso il forte della Maddalena ma che ora si vuole riproporre presso il Teatro Civico, finalmente restituito alla fruizione dei cittadini. Per quest’opera spenderemo solo poche parole sia perché Euripide non ha certo bisogno di presentazione presso gli appassionati di teatro classico sia perché, nell’ Agosto del 2006, proprio in previsione dell’esordio del regista Enrico Fauro con le Baccanti, la pagina del nostro giornale, riservata agli spettacoli, aveva dedicato un ampio servizio sulla natura dell’opera euripidea e sulla chiave di lettura che il regista le aveva destinato. Per chi non ha avuto l’opportunità di leggere l’articolo ricordiamo, in breve, che Dioniso, il protagonista della tragedia, semina follia tra le donne di Tebe, colpevoli di non aver creduto nella sua natura divina, nell’essenza del figlio di Semele e di Zeus. Il coro, formato da cinquanta giovani attori, sarà il tramite attraverso cui il dio Dioniso compirà la sua vendetta su Penteo, il re di Tebe figlio di Agave, che sarà dilaniato da sua madre e dalle altre donne vaganti sui boschi del Citerone in preda alla furia dionisiaca. Il fascino della narrazione dei fatti desta emozioni sempre nuove, suggerite soprattutto dall’attualità del testo che, a dispetto del tempo che tutto muta, lascia indelebile il messaggio euripideo: l’uomo non sa quel che si faccia e merita comprensione per la sua inconsapevolezza. Non vi può essere dominio razionale della realtà. Non è però l’indagine ma la pietas che anima il bisogno di umana pacatezza oltre l’affanno. Beato chi assiste ai misteri divini e purifica baccheggiando la vita. Ma il dubbio di Euripide, che ha demolito l’Olimpo, aleggia nell’opera; egli compendia nel suo dramma l’affannosa ricerca umana di un dio, di Dio, a cui tendere fiducioso le braccia. Questo, in sintesi il cuore del dramma che una compagnia da un nome stravagante come “Analfabelfica” ha la forza di rappresentare e che spera di trasmettere tutto il suo entusiasmo al pubblico algherese, sicuro di non deluderlo. E visto il successo di pubblico riscontrato la scorsa estate al Forte della Maddalenetta, abbiamo buone ragioni per credere che il Teatro Civico esalterà le caratteristiche degli attori in un contesto professionale.
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