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Red 24 aprile 2017
Unione del Marghine: nuova sede
Il presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru è intervenuto oggi, a Badde Salighes, all´inaugurazione di Villa Piercy come nuova sede dell´Unione che riunisce Birori, Bolotana, Bortigali, Dualchi, Lei, Macomer, Noragugume, Silanus e Sindia


BOLOTANA - «L'Unione dei Comuni del Marghine sta portando avanti un ottimo lavoro, del tutto in linea con le politiche regionali. È un esempio per molti altri territori, e la scelta di Villa Piercy come sede istituzionale di rappresentanza è adeguata e significativa». Lo ha detto il presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru intervenendo oggi (lunedì), a Badde Salighes, all'inaugurazione di Villa Piercy come nuova sede dell'Unione che riunisce Birori, Bolotana, Bortigali, Dualchi, Lei, Macomer, Noragugume, Silanus e Sindia. La villa, di grande bellezza e calata in uno scenario ambientale di pari valore, fu edificata nella seconda metà dell'Ottocento da Benjamin Piercy. Gallese, Piercy ebbe un ruolo fondamentale nella costruzione delle ferrovie in Sardegna, ma fu anche l'imprenditore agricolo, capace e innovativo, che seppe creare un'azienda agro-zootecnica tra le più grandi e moderne dell'Isola.

«La Sardegna ha una storia di economia chiusa, di comunità piccole e divise - ha dichiarato Pigliaru - Questo sistema allora aveva un senso, ma oggi è un freno per lo sviluppo. Per crescere dobbiamo confrontarci non tra di noi ma con il mercato esterno, farci conoscere e portare fuori i nostri prodotti di qualità che hanno come valore aggiunto la provenienza da un contesto di straordinario valore ambientale. Ma per riuscirci - ha proseguito - dobbiamo superare frammentazione ed egoismo, proprio come state facendo qui. Bisogna lavorare insieme e le Unioni di Comuni sono le chiavi di volta di un protagonismo locale tanto più necessario perché chi abita un territorio lo conosce meglio di qualunque politico o burocrate regionale. Il nostro compito è ascoltare, rilanciare e irrobustire le vostre proposte e capacità progettuali», ha evidenziato il governatore della Sardegna, spiegando come la Programmazione territoriale debba essere l'interfaccia virtuoso tra Comuni e Regione, «lo strumento che ci permette di ragionare insieme, con realismo. Piercy ci ha lasciato lezioni importanti: non dover avere paura di chi arriva da fuori e il valore di saper connettere le cose tra loro».

«Questo territorio è un tassello affascinante, che funziona. Ora dobbiamo continuare a farne crescere altri e, con la regia della Regione, connetterli tra loro in modo sempre più strutturato». Il presidente della Regione ha concluso sottolineandone l'importanza turistica: «connessione significa creare percorsi condivisi - ha detto - in grado di rendere territori, prima separati, un unico grande attrattore, con un'offerta differenziata importantissima nell'ottica della destagionalizzazione. E per lo stesso motivo qui, come in altre zone, guardiamo con molta attenzione all'idea del Parco».

Nella foto: un momento dell'incontro
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