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M.P. 27 febbraio 2018
Via libera alle bonifiche dopo 11 anni di attesa
La Giunta Pigliaru, su proposta dell´assessora della Difesa dell´Ambiente Donatella Spano, ha espresso un giudizio positivo di compatibilità ambientale per la fase 1 del progetto Nuraghe nell´ex area Syndial di Porto Torres


PORTO TORRES - La Giunta Pigliaru, su proposta dell'assessora della Difesa dell'Ambiente Donatella Spano, ha espresso un giudizio positivo di compatibilità ambientale per la fase 1 del progetto Nuraghe nell'ex area Syndial di Porto Torres. «Con l'approvazione di questa delibera abbiamo ultimato l'iter regionale per la bonifica di un sito pesantemente inquinato», ha dichiarato Donatella Spano sull'atto relativo alla realizzazione di un sito di raccolta che sarà realizzato nella zona industriale.

«I tempi per le bonifiche sono impegnativi ma l'impegno preso ci spinge a rispettare puntualmente i cronoprogrammi per costruire un futuro sostenibile per i territori», ha aggiunto Spano. La chiusura dell'iter permetterà quindi di bonificare un'area fortemente compromessa dall'attività industriale del passato. Il progetto 'Nuraghe' è il frutto di un lavoro di oltre dieci anni avviato con la lunga caratterizzazione dell'area Syndial di Porto Torres, la più estesa e la più critica dal punto di vista ambientale del Sito di Interesse Nazionale di Porto Torres.

L'assessora Spano ha espresso vivo apprezzamento per il lavoro svolto agli uffici dell'Assessorato all'Ambiente e a tutte le strutture tecnico-amministrative coinvolte. L'ultimo passaggio formale compete ora alla Provincia di Sassari, a cui spetta rilasciare l'Aia, l'autorizzazione integrata ambientale. Anche il sindaco di Porto Torres Sean Wheeler ha voluto precisare, «non mi stancherò di ripetere che Eni, in prima battuta, deve mantenere gli impegni assunti con la firma del Protocollo d'intesa. Uno di questi era l'uso di maestranze locali. L'azienda, che ha sporcato e inquinato il nostro territorio, ora deve pensare anche agli operai di Porto Torres e di tutto il territorio, i quali devono tornare a lavorare».
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