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Luigi Coppola 29 ottobre 2007
Da Zelig a Porto Torres si ride con Cacioppo
Il comico siciliano fa il pieno al teatro Olimpia di Porto Torres. Applausi e risate per il suo romanzo show sul mondo del lavoro. I prossimi appuntamenti al Festival del Teatro Etnico


PORTO TORRES – «Speriamo che finisca bene» ripete più di una volta, come incitando se stesso, quando arringa la parte politica della sua originalissima storia. Giovanni Cacioppo, ultima emergenza della leva d’attori comici made in Zelig, finisce il suo varietà ancora meglio. Ovazione finale, applausi che non spengono il clima costante da “pollaio” per le fragorose risate, colonna sonora in platea, per l’intera durata dello show. “Ora, io Labora” è un romanzo comico ambientato in una città del meridione, anzi della Sicilia (ma le allusioni con la Sardegna sono tante) dove il nostro eroe c’illustra attraverso esperimenti comprovati ricchi di comicità e gags venati da una profonda ironia, una tesi provocante: il meridionale non vuole lavorare! Un’idea banalizzata attraverso eufemismi e metafore surreali che abbracciano in una visione semi seria l’approccio culturale meridionale rispetto ai temi della vita contemporanea. Ha un metodo valido e nuovo Cacioppo nell’orazione che cattura puntuale ad ogni lancio, la preda (risata o applauso del pubblico). Come quando tratta l’ex premier Berlusconi, ricordando la reiterata e usata “promessa” del milione di posti lavoro e dopo una metrica di battute intorno all’argomento (vissuto con il “terrore” che si realizzasse, nei bar degli oziosi amici siciliani), “piazza” il commento finale che chiude la gag con risate starnazzate del pubblico. Per poi passare ad altre parabole di vita quotidiana. L’esasperazione del credito a consumo dove anche al bar, cappuccino e cornetto sono comprati senza soldi, mostrando la busta paga (ovviamente taroccata per il licenziamento già datato di mesi) o l’approccio amoroso per conquistare la favorita di turno. L’ultimo quarto d’ora dei settantacinque minuti, di una interpretazione superbamente comica, è addirittura insuperabile. Il canonico bis è una scatola cinese d’illusionismo. Dove l’attore dotato sempre d’attrezzi congeniali, cuffiette e occhialetti d’epoca da motociclista, simula le evoluzioni del vecchio vespino d’infanzia. Il tempo è volato. Sono ancora distanti le due ore dei grandi one man show, ma pochi se n’accorgono. Giovanni Cacioppo è giovane e cresce sulla buona strada. I prossimi appuntamenti in cartellone al diciottesimo festival d’Etnia e Teatralità segnano due date con il teatro pop cult. Testi di Moni Ovadia e Lelio Lecis oltre spettacoli originali da non perdere in tutto il mese di Novembre.

Nella foto: Giovanni Cacioppo al Teatro Olimpia
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