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Yuri Marcialis
6 aprile 2020
L'opinione di Yuri Marcialis
Cagliari aumenta le limitazioni delle libertà individuali
Sembrerebbe che l'Amministrazione di Cagliari occupi parte del tempo a inventare continuamente nuove restrizioni invece che pensare a come intensificare (o implementare) i controlli per punire chi non rispetta le regole già in vigore. In sostanza, il tentativo sembrerebbe essere quello di aumentare la limitazione delle libertà individuali nei confronti dei cittadini già rispettosi e parallelamente di chiudere un occhio (o due) nei confronti di quei cittadini che, non curanti delle prescrizioni già in vigore, svolgano attività non consentite.
L'ordinanza n.21 del 3 aprile è certamente inutile, perché si limita a ribadire divieti che sono già contenuti nella norma nazionale, però io credo che, in parte, sia anche di dubbia legittimità. La normativa nazionale vieta gli assembramenti, demanda ai gestori delle attività commerciali l'organizzazione dell'afflusso nei punti vendita in relazione al rispetto delle distanze e prevede l'inefficacia delle ordinanze dei sindaci che inaspriscano le prescrizioni (Decreto legge 25 marzo 2020 n.19, art.3, comma 2).
Il Sindaco di Cagliari cosa fa? Decide che gli assembramenti sono tutti i raggruppamenti oltre le due persone. In sostanza un genitore con figlio, non rispetterebbe l'ordinanza predetta., se durante una passeggiata si fermasse a salutare (rispettando le distanze) un'altra persona. Decide che sia obbligatorio indossare la mascherina per accedere agli esercizi commerciali. Ovviamente disconosce le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, che chiede di non sprecare le mascherine monouso laddove non necessarie.
L'Organizzazione mondiale della sanità dice che «l'utilizzo delle mascherine può risultare un costo inutile, un aggravio negli approvvigionamenti e può creare un falso senso di sicurezza che può portare a trascurare le altre misure essenziali, come l'igiene delle mani. Inoltre, l'utilizzo scorretto delle mascherine impedisce di fatto ogni minima efficacia di ridurre il rischio di trasmissione». In sostanza, l'obbligo previsto dal Comune di Cagliari, per la Who (Organizzazione mondiale della sanità), non solo è inutile ma anche dannoso.
* ex assessore del Comune di Cagliari
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