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Luigi Coppola
11 dicembre 2007
A Porto Torres l’Operetta del Teatro Nazionale d’Ungheria
Il XXI° Festival Internazionale dell’Operetta è l’ultima edizione ispirata e voluta dal compianto Giampiero Cubeddu. Una raffinata ed esclusiva presenza, per la prima volta in Italia, il Coro e Balletto del Teatro Nazionale di Miskolc. Quattro date per due operette inedite

PORTO TORRES - Un prologo di “altri tempi”, la prima che ha inaugurato lo scorso due dicembre al teatro Andra Parodi di Porto Torres, il ventunesimo Festival Internazionale dell’Operetta. L’ultima edizione ispirata e fortemente voluta dal compianto Giampiero Cubeddu che ha avuto fra gli altri, il merito e ad anche il coraggio di rispolverare e rinvigorire, un genere di spettacolo accantonato negli ultimi decenni, dai circuiti importanti della teatralità nazionale. L’inossidabile Elio Pandolfi nella sua “Operetta Mon Amour” ha esaurito la platea, divertendo ed emozionando per due ore e passa in un brillante deja vu del più bel Novecento italico. E’ ospite quest’anno per la prima volta in Italia, la Compagnia del Teatro Nazionale Ungherese con l’allestimento di due operette della più classica tradizione Viennese, Il Pipistrello di Johann Strass e La Principessa della Czarda di Imre Kalmann. Una pregiata tradizione storica vanta il Teatro d’Ungheria di Miskolc. Grazie alla generosità dei suoi cittadini e alle donazioni di alcuni gentiluomini, il teatro, originariamente pietra-costruito dell’Ungheria, aprì i relativi portelli il 24 agosto del 1823. Il primissimo teatro in pietra-costruito, che grazie a più fasi di ricostruzione è il vanto culturale del paese magiaro con tutti i generi di produzione: dall’opera all’operetta; dal dramma alla commedia, passando per musical e ballo. Un complesso architettonico imponente ultimato nel ’96 che include quindici mila metri quadri con sezioni meccaniche e tecniche, pittori, carpentieri e residenze degli attori. Una sede meravigliosa dove la gente di Miskolc lavora per generare l’armonia della mente, funzione più importante della vita. Da questo spiraglio di energia artistica, gli spettacoli inscenati nelle quattro sere turritane, rivelano un valore inedito ancor più fascinoso da svelare. Emmerich Kalman nasce a Siofolk, in Ungheria, nel 1882. Già da giovane mostra uno straordinario talento. Nel 1900 entra nella classe di composizione di Koessler all’accademia musicale a Budapest, dove studia con Bartok e Kodaly.Nel 1907 riceve il premio Franz Joseph di Budapest, ma la popolarità e il successo dei brani umoristici lo fanno propendere per altro genere di musica e nel 1908 mette in scena la sua prima operetta (L’ussaro felice) che riscuote enorme successo sia a Vienna che in Europa e in America. Si stabilisce a Vienna dove compone operette fino alla presa dell’Austra da parte dei nazisti nel 1938, poi si trasferisce a Parigi e quindi in America. Muore a Parigi nel 1953. La Principessa della Czarda (prima, in scena al Parodi, il 13 e 14 dicembre alle ore 21.00) è presentata al Teatro Johann Strauss di Vienna il 13 novembre 1915, proprio nei giorni dell’assassinio di Sarajevo e dello scoppio della prima guerra mondiale, “La Principessa della Czarda” ottenne uno dei più grandi successi della storia dell’operetta. E' sicuramente una delle operette più rappresentate, seconda solo alla Vedova allegra. Un successo che si deve al meraviglioso spartito di Kálmán dove gli spunti della musica tzigana si fondono con splendidi valzer. Tra l'energia e la forza trascinante degli accenti ungheresi e l'eleganza dei valzer viennesi si dipana un intreccio godibile ed elegante dove il sentimento degli innamorati si stempera in quella speciale predisposizione di Kálmán per le parti brillanti. L’esordio di Johann Strauss junior avvenne nel 1844, a 19 anni. Nel 1864 incontrò Jacques Offenbach, che lo incoraggiò a comporre musica per operette definite però da Strauss "opere buffe". Nel 1874 esordì a Vienna la sua operetta più celebre, Il Pipistrello (Die Fledermaus), seconda produzione festivaliera in programma, sabato 15 alle ore 21.00 e domenica 16, alle 19.00. II Pipistrello è la collana di valzer più belli e attraenti del mondo. È infatti giudicato il più felice esempio di operetta-valzer viennese, in cui il valzer costituisce il nucleo generatore di tutto il lavoro. E quando il valzer straussiano entrò nell'operetta questa raggiunse il suo massimo splendore. Il Pipistrello entrò nel repertorio dell'Opera di Vienna ed è a tutt'oggi l'unica operetta che vi è rappresentata. Per l’unicità delle opere è consigliabile accedere in tempo utile alla prevendita, contattando il n°. 079.236121. Agevolazioni tariffarie sono offerte con l’abbonamento.
Nella foto le prove de Il Pipistrello di fine novembre in Ungheria
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