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Luigi Coppola
14 dicembre 2007
Porto Torres capitale dell’Operetta
Pubblico incantato per la prima de La principessa della Csardas. Sontuosa produzione del Teatro d’Ungheria. 120 figuranti in un’ambientazione da Belle Epoque. Interpretazione inedita in Italia per i magiari, arrivati in Sardegna, grazie all’ultimo impegno di Giampiero Cubeddu. Sabato e domenica in programma le arie di Strauss né Il Pipistrello

PORTO TORRES – Trenta minuti dopo la mezzanotte il pubblico è in piedi, si spellano le mani per un’ovazione che premia gli artisti sul palco. Hanno sofferto entrambi, pubblico e attori, nella prima uscita al teatro Parodi di Porto Torres dell’Orchestra, Coro e Balletto del Teatro Nazionale Ungherese di Miskolc. Uno sofferenza dovuta ad un’incomprensione tecnica, via via assorbita dalla eccezionale interpretazione dei protagonisti oltre scenografie e costumi impeccabili. Die Czardafurdin (La Principessa della Csardas) va in scena ieri notte al teatro Comunale di Porto Torres. Prima assoluta in Italia per i 120 figuranti che insieme formano l’Orchestra, Coro e Balletto del Teatro Nazionale Ungherese di Miskolc. Una produzione imponente (due TIR con rimorchio oltre 2 bus GT a due piani, a seguito dei magiari, alloggiati anche a Castelsardo), resa possibile oltre agli sponsor istituzionali, soprattutto all’ultimo sforzo e impegno profuso da Giampiero Cubeddu. Al suo affettuoso ricordo, a poco meno di un mese dall’improvvisa mancanza, è dedicata questa ventunesima edizione del festival internazionale dell’operetta. Il libretto dell’opera si rifà alla tipica atmosfera del crepuscolo dell’Impero Asburgico, ispirandosi alle più frequenti conversazioni da salotto e all’argomento più popolare in quell’epoca: quello dei matrimoni impossibili tra rampolli dell’aristocrazia viennese e belle ed affascinanti primedonne del varietà. Il giovane principe di Lippert-Weylersheim, Edvino Carlo, trascorre le sue serate all'Orpheum di Budapest, in compagnia del conte Boni Kancsianu e del barone Feri von Kerekes, simpatici viveurs e habitués del celebre locale notturno. E' innamorato cotto di Sylva Varescu, canzonettista e acclamata diva del momento. L’amore osteggiato dai genitori evolverà in un turbinio di passioni, incrociate dai veti di casato, imposti dalla Corte di Vienna. Un’edizione ante litterim di contaminazione fra politica e spettacolo dei giorni nostri, diciamo, con un po’ di fantasia non molto azzardata. Il lieto fine è assicurato come in tutte le Operette. Prima di arrivarci è necessario superare l’empasse del primo atto che agita più di uno stupore in platea. Musiche (bellissime) e testi sono nella lingua madre (ungherese) e fin qui nessuna scoperta. L’imbarazzo che crea malumori nel pubblico, è la breve comparsa dei sottotitoli in italiano, proiettati in alto sulla frangia del sipario. Illeggibili e non sincronizzati alla sequenza delle battute, sono rapidamente soppressi dalla cabina suoni. Gli attori sul palco dimostrano un’intelligenza alta, somministrando a più non posso, qualche battuta in italiano. Dopo il primo atto, l’intervallo più lungo evidenzia l’inconveniente. Assorbito e superato nei due tempi successivi, dove le scene, i costumi, le coreografie e le figure nei balli la fanno da padrone. Anche se i nomi non sono conosciuti ai più, una citazione particolare è dovuta al direttore Katalin Varadi (nel finale sul palco insieme agli attori), alle bellissime scene di Menczel Robert ai costumi di H. Matolcsy Zsuzsa oltre naturalmente alla bella Sylva protagonista, Vermes Tìmea. Questa sera è in programma la replica sempre con inizio alle 21.00. Domani e domenica (inizio alle ore 19.00), la stessa Compagnia interpreta Il Pipistrello, operetta in tre parti e due intermezzi di Johann Strauss. L’allestimento organizzato da Cooperativa Teatro e/o Musica, promette miglioramenti per la traduzione. In ogni caso lo spettacolo è da non perdere.
Nella foto gli artisti sul palco a Porto Torres
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