C’è diffidenza da ambo le parti, un gioco di nervi che alla fine spiazzerà qualcuno. L’uomo gradito a Prodi e Fassino scrive ai segretari del centrosinistra a un passo dalla rottura
Il tormentone continua nel centrosinistra . Sette mesi di corteggiamento dovrebbero sfociare in amore, invece siamo ancora alle fasi preliminari, forse si…forse no…, si va verso la rottura? Ci eravamo tanto desiderati, ma forse non è stato vero amore! Soru è a un passo dalla rottura con il centrosinistra, punti in comune ma troppe discordanze. I partiti della Margherita dei Ds e di Rifondazione si riuniscono, ma non riescono a strappare a Soru lo straccio di una firma su un progetto-programma collegiale che contempli la presenza e la centralità dei partiti. C’è una sorta di diffidenza da ambo le parti, un gioco di nervi che alla fine spiazzerà qualcuno che rimarrà solo e con il …tavolo. Giacomo Sanna conferma l’intenzione del Psd’Az di staccarsi dal centrosinistra, anche per le politiche del 2006, se gli altri partiti non manifesteranno un orientamento chiaro. Inaccettabili secondo il leader sardista le condizioni poste da Soru al centrosinistra, in quanto presuppongono che i partiti, una volta assicuratogli il sostegno in campagna elettorale, restino fuori dalla fase esecutiva e decisionale. L’appuntamento fra Margherita Ds e Rifondazione è prevista per martedì prossimo, dopo di che forse calerà il sipario su tutto. Cederanno i partiti alle condizioni di Soru? Cederà Soru alle condizioni dei partiti? Nel mentre il Patron di Tiscali manda a tutti i segretari una lettera formale perché memorizzino il “Soru pensiero”, “verba volant”,
lo scritto si può leggere più volte per accettarlo o rigettarlo adducendo le giustificazioni che si vogliono. Ma in tutta questa discussione condotta nelle sedi più disparate, a porte chiuse, all’uomo della strada una cosa è rimasta impressa: chi ha interesse a perdere le elezioni? Nel tira e molla Soru-partiti, nel mezzo ci stanno gli elettori, e sbaglia chi crede che i sondaggi siano vangelo, saranno pure indicativi, ma c’è un margine molto ampio non quantificabile. E’ chiaro che il centrosinistra vorrebbe il patron di Tiscali più morbido, ma sentite cosa scrive Soru”… Queste proposte, del resto, non devono essere in alcun modo interpretate come volontà di delegittimare i partiti, ma semmai come risposta a un desiderio di rinnovamento della politica che giunge dalla stessa società.
Per quanto riguarda la Giunta, riteniamo che non debba essere svilita la portata della nuova legge elettorale, che assegna una responsabilità chiara al Presidente, senza che per questo venga meno la consapevolezza di quanto sia importante la collegialità nella responsabilità di governo. A tal fine la Giunta potrà essere composta da persone indicate dal Presidente e dai partiti e concordate all’interno di una rosa di nomi. Mentre tutti sosteniamo la necessità di un confronto costruttivo tra tutte le anime del Centro Sinistra, mi hanno stupito molto le dichiarazioni rilasciate dai segretari di alcuni partiti a un giornale nazionale, che contraddicevano la volontà di dialogo e la richiesta di unità che emerge da molta parte degli stessi partiti. A questo punto, ritengo utile che i partiti discutano prima al loro interno le rispettive posizioni sulla possibilità di creare un’alleanza forte, basata su un chiaro programma condiviso, che intenda la politica come impegno disinteressato ed esclusivo per il bene comune.
Da parte nostra, vi è la massima volontà di accordo ma non a tutti i costi. Soprattutto non a costo dei principi della condivisione progettuale e della concertazione delle scelte degli uomini e delle donne. Noi andremo avanti con gli incontri e le assemblee pubbliche, cercando di raccogliere attorno a Progetto Sardegna la società sarda, i movimenti e le associazioni, le parti politiche e i partiti che si riconoscono in questo percorso, con l’obiettivo comune di formare una coalizione ampia e veramente unita che sia in grado di vincere e di battere il Centro Destra, inaugurando una lunga stagione di buon governo e di vera crescita per la nostra regione.
Chi vuol intendere intenda, ora è tempo di decisioni, dolorose ma da prendere, dopodiché tutto può succedere, anche la presenza di tre candidati alla presidenza della regione. Ma ci viene spontaneo chiedere: in caso di rottura, e di corsa a due nel centrosinistra, gli uomini del nuovo Ulivo e lo stesso Prodi in Sardegna a favore di chi si schiereranno, i comizi elettorali chi sosterranno? Un rebus, uniti per Prodi ma…separati in casa?
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