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3 gennaio 2008
«Cap d’Any, partecipazione scarsa e stanca»
Per l´ex-commissario dell´AAST è necessario coinvolgere altri soggetti, ed eventuali sponsor privati, nell´organizzazione degli eventi

ALGHERO - «Parlare di una manifestazione come il Capodanno ad Alghero a caldo senza alcun dato ma solo sulle impressioni può portare a conclusioni errate. Ma in attesa di un esame più scientifico da parte di chi ha la possibilità di farlo non possiamo che affidarci al nostro sesto senso. Certo la prima impressione che questa edizione sia stata sotto tono non per la qualità degli spettacoli ma per una partecipazione scarsa e per così dire stanca». Così Claudio Montalto sul Forum di Alghero a proposito dell’ultimo Cap d’Any algherese. Secondo l’ex Commissario dell’Azienda Autonoma di Soggiorno, non vi sono dubbi che le iniziative turistiche e culturali vanno a cicli e sarebbe improvvido decretare la fine di una iniziativa che tanto ha dato al nome di Alghero, però è lecito, se non doveroso, chiedersi il perché di tale affanno e di tale difficoltà. «Il primo interrogativo che pongo è se la risposta non sia nell'ente che organizza la manifestazione, prima l'Azienda di soggiorno ed oggi il Comune. E l'affermo non solo in riferimento alla qualità degli organizzatori, ma specialmente per la quantità e qualità dei "rapporti" che la azienda nel tempo aveva potuto e voluto costruirsi. Rapporti con la stampa specializzata o meno, con le televisioni regionali e nazionali, con l'opinione pubblica in generale –spiega Montalto- rapporti coltivati nel tempo con pazienza e lungimiranza in un lavoro oscuro e poco visibile ma molto redditizio. Inoltre l'Azienda, si deve riconoscere, si presentava come istituzione neutra non schierata politicamente anche se organo sicuramente di derivazione politica. Da qui un più facile schierarsi da parte della opinione tutta verso le sue iniziative che venivano accolte con più bonomia. Al contrario dare un giudizio su una iniziativa comunale è sempre un schierarsi in favore o contro; i giudizi così contrastanti sul capodanno scorso mi sembrano eloquentissimi. Vi è quindi da chiedersi –conclude Claudio Montalto- se non sia arrivato il momento di affidare questi eventi ad altri soggetti, ad eventuali sponsor privati, a strutture più neutre, che possano organizzarli con la più assoluta serenità e neutralità. Mi sembra una idea non nuova ma che ritorna di grande attualità e non solo per il nostro comune». / FORUM
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