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Red 13 settembre 2020
«Da Boccia mistificazioni inaccettabili»
«Da Boccia mistificazioni inaccettabili degne del ministro della propaganda di un Governo neocoloniale», dichiara il presidente della Regione autonoma della Sardegna Christian Solinas, in risposta alle dichiarazioni del ministro Francesco Boccia sull´ordinanza regionale emanata ieri


CAGLIARI - «Il ministro Boccia bene farebbe a chiarire come e perché i cittadini sardi siano discriminati in alcune regioni senza che il Governo abbia detto una parola. Lazio, Campania e Puglia hanno adottato ordinanze che impongono a chi rientra dalla Sardegna il tampone e la quarantena. E’ di oggi la notizia di una famiglia sarda con bambini, che riconosciuta all’ingresso dello zoo di Roma per via della nostra lingua, è stata fermata e le è stato impedito l’accesso sulla base di disposizioni amministrative della Regione Lazio, per paura che potesse contagiare gli animali. E su questo il Governo di Boccia, quello che si dichiara “vicino alla Sardegna” , non ha avviato nessuna istruttoria, nessuna verifica di legittimità costituzionale, non ha nemmeno sentito il bisogno di chiedere scusa», dichiara il presidente della Regione autonoma della Sardegna Christian Solinas, in risposta alle dichiarazioni rese dal Ministro degli affari regionali Francesco Boccia [LEGGI] a commento dell'ordinanza emanata ieri dal governatore dell'Isola in materia di sanità [LEGGI].

«Abbiamo subito dalla metà di agosto un attacco politico e mediatico senza precedenti nei confronti della Sardegna da parte di Regioni del Centrosinistra, che hanno creato un danno enorme all’immagine dell’Isola volendola rappresentare come epicentro della nuova ondata di CoronaVirus. Ora – prosegue il governatore – “stranamente”, lo stesso leitmotiv viene ripreso dal ministro Boccia con una inaccettabile mistificazione della realtà. Basti vedere i numeri diffusi oggi dallo stesso Governo per smentire le sue parole e comprendere chi stia facendo propaganda sulla pelle dei sardi: su 1.458 nuovi casi in Italia, solo trentatre sono segnalati in Sardegna, mentre il Lazio e l’Emilia sono a 143 e la Campania a 122. E il problema saremmo noi? Boccia addirittura afferma che solo in Sardegna i protocolli nazionali non funzionerebbero, ma dimentica di sottolineare che nel resto d’Italia stanno funzionando talmente meglio che ci sono 37.105 casi attuali contro i nostri 1.404, la cui genesi epidemiologica è interamente riconducibile a casi d’importazione o di ritorno. L’indagine epidemiologica nazionale ha certificato che con il più basso indice di sieroprevalenza del Paese, pari a 0,3, fino a luglio la Sardegna non ha avuto circolazione virale. Avevamo chiesto di preservare questa situazione attraverso un sistema di controlli che il Governo non ha voluto accettare ed in particolare il ministro Boccia ha osteggiato in qualsiasi modo a favore di una riapertura senza filtri della circolazione di persone in tutto il territorio nazionale e dall’estero. Risultato: i grandi flussi turistici registrati in Sardegna, con oltre 10milioni di presenze, hanno riportato il virus e favorito la sua diffusione, che abbiamo comunque affrontato in maniera ordinata e tempestiva con il nostro servizio sanitario regionale».

«La proposta di accordo con la sola Regione Lazio, che non abbiamo accettato, era a dir poco paradossale: proponeva i controlli (che in quel caso sarebbero stati inspiegabilmente “costituzionali”) solo lungo le rotte marittime tra porti sardi e Civitavecchia, lasciando che sul resto delle linee via mare ed in tutti gli aeroporti la gente potesse continuare ad entrare in Sardegna senza controllo. L’ordinanza non parla di alcun passaporto sanitario - chiarisce Solinas - Anche questa volta è la propaganda di regime che cerca di mistificare il nostro modello per contrastarlo, esattamente come ha fatto con i numeri dei positivi: abbiamo assistito ad annunci di positivi in un camping dati a reti unificate prima ancora che fossero effettuati i test di laboratorio, che hanno certificato l’esatto opposto. Si è creato un caso nazionale su un noto locale della Costa Smeralda, attribuendogli oltre sessanta casi positivi, mentre i dati ufficiali ci dicono che erano trentadue e, soprattutto, lascia sgomenti come tutta la comunicazione si sia concentrata su questo, mentre nelle stesse ore venivano registrati 133 casi positivi in una discoteca di Cervia. Stranezze di una propaganda geopoliticamente selettiva. I pasticci e la propaganda non appartengono certo all’operato della Regione Sardegna, ma suggerisco cristianamente a chi rivolge queste accuse di indagare dentro il proprio occhio, perché ne trarrebbe nuove e più corrette consapevolezze».

Nella foto: il presidente della Regione Christian Solinas
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