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Cor 8 dicembre 2020
«Capo Caccia, Parco e Comune chiariscano»
Ginepri, pini e macchia mediterranea rasa al suolo apparentemente senza autorizzazione. Tutti i gruppi consiliari di minoranza compatti chiedono immediate spiegazioni all´indirizzo di Sindaco, presidente e direttore del Parco di Porto Conte


ALGHERO - Il Sindaco, il Presidente e il Direttore del Parco di Porto Conte, riferiscano con urgenza al Consiglio Comunale e all’assemblea del Parco in merito allo scempio realizzato a Capo Caccia, dove vi è stata una imponente trasformazione del territorio con l’abbattimento di ginepri secolari e conifere, un disboscamento totale irreversibile su un’area di 6000 metri quadri di assoluto pregio paesaggistico e di tutela assoluta. Il Sindaco presenti immediatamente un resoconto sul ruolo del Comune e del Parco in questa vicenda.

E' quanto chiedono all'indomani del sequestro preventivo dell'area ad opera della Forestale tutti i gruppi consiliari di minoranza ad Alghero. «Non vesta anche ora, come abilmente fa con tecnica collaudata, il ruolo del “commentatore qualunque” che mostra una pallida indignazione. Il Sindaco faccia chiarezza su come sia stato possibile realizzare questo danno incommensurabile al nostro territorio in assoluta tranquillità, senza che nessuno si sia preventivamente allarmato, senza nessun controllo e senza, a quanto da lui stesso dichiarato, nessuna autorizzazione» incalzano Mario Bruno, Gabriella Esposito, Pietro Sartore, Raimondo Cacciotto, Ornella Piras, Mimmo Pirisi, Valdo Di Nolfo e Graziano Porcu e Roberto Ferrara.

«Ci saremmo aspettati dal primo cittadino non un comunicato sterile, ma la valutazione delle condizioni magari per una indagine interna, o comunque una spiegazione dettagliata dell’accaduto; ma come suo solito, niente, solo una nota che poteva essere emanata da un qualunque cittadino disinformato e senza responsabilità. Eppure, ricordiamo Conoci che qualche anno fa invocava a gran voce, indignato, nella veste improbabile di antesignano di Greta, il salvataggio delle palme cittadine irrecuperabili e piagate da anni dal punteruolo rosso, scagliarsi anche contro le associazioni ambientaliste. Fatte le proporzioni, ci saremmo aspettati un ruolo più attivo e pragmatico in occasione di questo vero e proprio disastro ambientale sul quale chiediamo sia fatta chiarezza subito».
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