Questa una delle teorie espresse dal professor Francesco Pigliaru nella conferenza-dibattito di ieri sera
ALGHERO – La conferenza-dibattito “Quale sviluppo economico per la Sardegna”, svoltasi ieri sera nella Sala Siotto di Via Marconi 10/a, ed inserita nel percorso iniziato lo scorso anno dalla scuola di formazione sociale e politica “Coloriamo il futuro delle nostre città”, organizzata dall’associazione “un’Isola”, con il patrocinio della “Fondazione Banco di Sardegna”, si può ritenere senza dubbio riuscita ottimamente. Nonostante il ritardo rispetto all’orario prestabilito, dovuto a problemi di traffico, la presenza del relatore Francesco Pigliaru, ordinario di Economia Politica presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Cagliari e già assessore alla Programmazione Bilancio, Credito e Assetto del Territorio nella Giunta Soru, dal 2004 al 2006, ha richiamato un buon numero di persone, visto che non una sedia è rimasta inoccupata. Presenti, tragli altri, alcuni esponenti della vita politica locale, come Ennio Asuni, Cici Peis ed i consiglieri comunali Vittorio Curedda ed Angelo Piras. Il professor Pigliaru, attraverso l’analisi dello scenario socio-economico, ha provato ad individuare i punti di forza che possono rendere competitiva la Sardegna, anche alla luce delle modifiche al metodo di programmazione regionale e alla introduzione del Programma regionale di sviluppo. L’analisi ha riguardato i vari settori di intervento e le modalità di partecipazione popolare al processo di programmazione “dal basso”. «La Sardegna deve cambiare il modo di interpretare la propria economia – ha spiegato Pigliaru – Purtroppo, invece, si è troppo abituata a vivere con i finanziamenti statali. E’ sbagliato, perché non bisogna ragionare in termini di “soldi pubblici”, ma di mercato». Francesco Pigliaru ha fatto un’attenta analisi del momento storico sottolineando come «siamo nell’era della globalizzazione e, nel tempo, la situazione si accentua». Analizzando l’economia del nord-ovest dell’isola, il professor Pigliaru, ricordando l’esigenza di cercare una sostenibilità nel lungo periodo, ha sottolineato chiaramente la vocazione turistica del territorio, nettamente basato sulle bellezze ambientali. «L’azione del Governo Soru in materia economico-turistica – ha dichiarato il relatore – va ricercata nel Piano Paesaggistico Regionale. Una buona idea – ha osservato – che, come spesso accade, non è stata realizzata nel migliore dei modi». L’attenzione di Francesco Pigliaru si è quindi spostata sulle esportazioni della Sardegna. «L’agricoltura sarda esporta solo tremilioni di euro in merci, e non verso laPenisola, ma verso il mercato estero. In troppi anni, la spesa pubblica ha superato il prodotto vendibile. E allora – ha domandato - da dove nasce il benessere in Sardegna? (76percento del reddito medio europeo, n.d.r.). Non certo dall’agricoltura – ha spiegato – visto che esportiamo praticamente il nulla. Ma dalle “esportazioni nascoste”, cioè dal turismo». In pratica, il consumatore non acquista un bene reale, ne lo può portare a casa, ma ne può usufruire. La serata è proseguita in maniera chiara e godibile, con una conclusione fatta da domande della platea rivolte all’esauriente relatore.
Nella foto: Il professor Francesco Pigliaru
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