Il Polo Universitario Penitenziario (PUP) dell’Università di Sassari, rappresentato dal delegato del Rettore, Prof. Emmanuele Farris, ha partecipato alla Assemblea annuale della Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari (CNUPP) che si è svolta a Padova il 10 e 11 giugno 2022
SASSARI - Il Polo Universitario Penitenziario (PUP) dell’Università di Sassari, rappresentato dal delegato del Rettore, Prof. Emmanuele Farris, ha partecipato alla Assemblea annuale della Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari (CNUPP) che si è svolta a Padova il 10 e 11 giugno 2022. Il PUP dell’ateneo turritano fa parte del Consiglio Nazionale e funge da capofila per la sperimentazione delle strumentazioni informatiche nelle aule didattiche penitenziarie, nelle quali nell’ultimo mese è stata attivata la funzionalità di messaggistica.
L’Università di Sassari presenta sempre ottimi risultati sia per percentuali di studenti che studiano nei contesti penitenziari, sia di laureati e si propone quindi come sede di di buone pratiche di didattica universitaria penitenziaria. La conferenza di Padova, che aveva come argomento “Università, carcere e territorio: la strada percorsa e gli impegni per il futuro” ha avuto due momenti essenziali nella Assemblea dei partecipanti che a vario titolo sono impegnati nel garantire il diritto allo studio universitario a coloro che sono in esecuzione penale interna ed esterna (41 atenei per un totale di circa 1250 studenti in regime di detenzione) e, in seguito, nell’occasione della inaugurazione dell’800° anno accademico patavino, presso la Casa di reclusione di Padova.
La CNUPP, di cui il PUP dell’Università di Sassari fa parte, è ormai interlocutore istituzionale consolidato nei confronti del Ministero della Giustizia, del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, degli Uffici Interdistrettuali di Esecuzione penale esterna e di tutti gli altri Organismi istituzionali. Altro ruolo, non secondario, della CNUPP è quello di mettere in relazione molti Atenei italiani per favorire scambi di esperienze, aumentare i corsi di studio da offrire agli studenti detenuti e favorirne l’accesso ai percorsi universitari nel modo più inclusivo possibile.
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