Appuntamento ad Alghero, il primo ottobre 2022, sabato ore 18, presso la Torre di Sulis: Per commemorare il centenario della nascita di Maria Chessa Lai
ALGHERO - Per commemorare il centenario della nascita di Maria Chessa Lai, promossa dal Comune di Alghero e dalla Consulta della llengua e organizzata dalla libreria Cyrano, si terra una lectio a due voci tenuta da Giorgio Ficara, professore ordinario di Letteratura italiana in collegamento dall’Università di Torino, e di Massimo Onofri, professore di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Sassari. Seguiranno una serie di testimonianze, memorie e ricordi di chi l’ha conosciuta, soprattutto in relazione al suo impegno per la conservazione del catalano di Alghero (Carlo Sechi, Toni Torre) e i suoi alunni (Sara Alivesi, Lucia Peru, Maria Torre e Olindo Massarelli). Sarà inaugurata una piccola mostra con i fogli ritrovati di un erbario didattico con i nomi della flora locale in algherese. Sullo scorrere di una biografia per immagini a cura di Adele Ibba, Franca Masu leggerà una ampia scelta di sue poesie. Sui monitor sarà trasmesso il video integrale della commedia in algherese “Lu Siddaru”, riscritta dalla Maestra e messa in scena dai suoi alunni al cinema teatro Selva. Con la partecipazione di Mario Conoci, sindaco di Alghero, Alessandro Cocco, assessore alla Cultura, Giovanni Chessa, presidente Consulta della Llengua.
«Los fills/ que neixen/ quan venen al mon/ la mare los fa,/ mes son altra gent» («I figli che nascono/ quando vengono al mondo/ la madre li fa, /ma sono altra gente»): sono questi i versi in catalano di Alghero, esempio speciale in una terra peculiare, che hanno attirato su Maria Chessa Lai, l’attenzione critica di Giorgio Ficara, massimo studioso della letteratura del tempo che stiamo vivendo, in un piccolo saggio nella forma di articolo (“Sole 24ore”, del 26 luglio 2015), che si propone la ricerca di quel «quid di verità … che ci assicuri che ciò che stiamo leggendo non è del tutto deperibile». Si citano ovviamente Grazia Deledda e Salvatore Satta, poi Salvatore Mannuzzu e Marcello Fois, e infine Maria Chessa Lai.
Quei versi sono arrivati a Ficara attraverso Passaggio in Sardegna il saggio di Massimo Onofri, trasferito dal Continente per insegnare all’Università di Sassari: «La bellezza di Maria. … La grande bellezza spirituale di Maria, il suo sentimento del mondo, il naturale farne quotidiana poesia – dico la poesia del vivere, dei gesti e delle parole, degli affetti, della civile conversazione –, ancora adesso, nel ricordo, mi commuove». Dicono le note biografiche che Maria è nata a Monti, in Gallura, nel 1922, che nel 1945 è arrivata ad Alghero con il primo incarico di maestra elementare, che si è sposata con Giovannino Chessa, ha avuto 5 figli, 4 nipoti e un po’ di pronipoti. Dicono che ha vinto 3 volte il premio Ozieri, per lei una specie di Nobel sardo. La sua prima raccolta del 1994 è intitolata Paraules; con il titolo La mia mar le sue poesie sono state pubblicate dalla Edes nel 2055 nella collana la Biblioteca di Babele; postumo è uscito nel 2020 per le Edicions de l’Alguer nella collana Llibres de butxaca Poesies alguereses. Si è allontanata dalla vita il 7 febbraio del 2012 ad Alghero.
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