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Red
25 giugno 2008
Dromos, Oristano in festival
Dall’8 al 24 luglio non solo musica: Carla Bley, Dee Dee Bridgewater, Noa e Omara Portuondo fra le protagoniste

ORISTANO - Dieci candeline per Dromos: il festival organizzato dall’omonima associazione culturale oristanese taglia quest’anno un importante traguardo. E per festeggiare il suo decennale, vara un’edizione che si estende nel tempo, dall’8 al 24 del prossimo luglio, e nello spazio, coinvolgendo i comuni di Oristano, Nurachi e San Vero Milis. Ma non è tutto, perché mentre l’estate è ai nastri di partenza, Dromos ha già in cantiere una tranche autunnale del festival, dal 23 al 25 ottobre. Festival prima di tutto musicale, Dromos predilige da sempre il confronto fra generi e stili differenti, dall’etnica alla world music al jazz. Ma, come di consueto, non mancherà lo spazio per altri linguaggi dell’espressione artistica: musica, dunque, ma anche fotografia, letteratura, arti visive. Con una dominante rosa, stavolta, a caratterizzare il programma: la decima edizione di Dromos sarà infatti prevalentemente declinata al femminile, come suggerisce anche il titolo che la connota: "Donne d’altrimari". Sono dunque donne le protagoniste in cartellone, artiste in arrivo da tradizioni e terre diverse, terre spesso di confine e di contrasti: come la cantante israeliana Noa, la cubana Omara Portuondo e la sudafricana Simphiwe Dana. Fra i nomi di spicco, due stelle del jazz americano: la pianista, compositrice e arrangiatrice Carla Bley e la cantante Dee Dee Bridgewater. A tenere alta la bandiera della Sardegna, la scrittrice Michela Murgia e la pianista jazz Silvia Corda. All’universo femminile è dedicata anche una serie di concerti dove al centro dei riflettori saranno invece artisti maschi: fra gli altri, il duo del chitarrista Bebo Ferra e del contrabbassista Paolino Dalla Porta, e quello (tutto sardo) con la voce e i sassofoni di Gavino Murgia accanto alle percussioni di Francesco Sotgiu. Donne al centro dell'obiettivo in un trittico di film e in una mostra fotografica. Ed è infine una donna, l'artista turca Pinar Yolaçan, a prestare una sua fotografia per il manifesto del festival: un'immagine tratta dalla serie "Maria", ventidue ritratti fotografici di donne afrobrasiliane.
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