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Antonio Sini 4 maggio 2004
Ripascimento ovvero storia di un disastro annunciato
Il libeccio che soffia con forza ha spinto il mare che ha risucchiato gran parte dell’arenile, rotti gli argini, invasa la carreggiata. Difficoltà per raggiungere Fertilia


Tutto vanificato. Il lavoro di ripascimento dell’arenile esattamente fronte Palazzo dei Congressi, progetto, fortemente voluto dall’Amministrazione, sotto la direzione del Prof. Ginesu nell’ambito del progetto MO.FAS.CO, pare sia proprio naufragato. L’ intervento contro l'erosione costiera nel comune di Alghero salutato con grande enfasi, è miseramente fallito nello stesso punto in cui, amministratori e studiosi hanno soggiornato il giorno della visita in loco delle autorità. Il Libeccio che ormai soffia da due giorni, ma ancora domani pare non abbandonerà Alghero, ha rotto gli argini per almeno una ventina di metri nello stesso punto oggetto di riporto di sabbia. I 15 mila metri cubi di sabbia “recuperati” da San Giovanni se li è ripresi in gran parte il mare. Era tutto previsto. Il giorno che iniziarono i lavori di riporto di sabbia, eravamo presenti e un pescatore, ormai in pensione, ci aveva confidato: “ la prima mareggiata vera si porterà via tutto”! Così è stato. La carreggiata stradale completamente invasa dall’acqua del mare, da detriti, dalla paglia marina. Chi è arrivato da Alghero intorno alle 19,30, si è trovato di fronte una scena brutta: macchine a passo d’uomo costrette al “guado” per arrivare a Fertilia, pattuglia di vigili urbani pronti a dirottare il traffico per Alghero nella nuova litoranea Burruni. Nel mentre da Alghero continuavano ad arrivare mezzi e un’altra pattuglia della Polizia municipale. Mentre si faceva buio vigilavano ancora sul posto. Non è dato sapere se il traffico in salita per Fertilia sia stato dirottato. Passare durante la notte poteva essere rischioso.
E il ripascimento che doveva fungere da argine? Tutto vanificato dal mare che si è ripreso quello che gli è stato tolto con forza e con prepotenza dall’uomo! Che dire? Solo riflessioni: il ripascimento senza uno studio approfondito delle correnti del mare non è possibile. Forse è il caso di prendere in seria considerazione la realizzazione di barriere frangi flutto al largo. Il dissesto di fasce sempre più estese di spiaggia ha determinato un costante ed aggressivo avanzamento del mare. Sono notevoli i danni all'ambiente e alla sicurezza, con allagamenti imponenti in occasione di mareggiate primaverili sempre più violente. Vittima del mare anche l'economia. Se si potesse quantificare il danno causato in metri quadri-€uro, il litorale già scomparso, a quanto ammonterebbe? E’ allarme, stiamo perdendo il nostro meraviglioso litorale. Adesso chi interverrà?
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