Per la rassegna Isole In Viaggio, sabato 26 luglio, Teatro Forte della Maddalena, ore 21.30
ALGHERO - Una rocambolesca storia quella che sta dietro lo spettacolo portato in scena dalla compagnia Lunaria Teatro. Storia di un cantastoria: Cereghino detto Scialin nasce da un'idea di Giovanni Meriana che grazie a un approfondito studio storico e filologico riporta in scena le ballate popolari della famiglia Cereghino, attiva alla metà dell'Ottocento sia nella diffusione delle storie cantate nelle piazze e nei borghi, sia nella propagazione del credo evangelico-valdese.
Originaria della frazione Castello nel comune di Favale di Malvaro, in Fontanabuona (ai margini sud-orientali delle Quattro Province), la famiglia di cantastorie - popolarmente soprannominata gli "Sciallin" - operava esibendosi nelle piazze di città e borghi, spesso durante fiere e mercati.
Dopo aver effettuato il treppo, un imbonimento per richiamare l'attenzione del pubblico, venivano cantate le canzoni e venduti i fogli volanti dove erano trascritti i testi: questo permetteva di ricantare le canzoni acquistate dai clienti. Questa caratteristica ha restituito un repertorio e una buona quantità di fogli volanti.
I Cereghino ebbero l'idea di utilizzare alcuni brani della Bibbia nella composizione delle loro canzoni. Ma non era semplice procurarsi quel testo. Trovarono soltanto dopo molte ricerche la Bibbia tradotta dal Diodati e incominciarono a leggerla in casa. Il loro parroco proibì quella lettura e arrivò a proibire loro di partecipare alle Funzioni e successivamente si rifiutò di unire in matrimonio un giovane della famiglia, Andrea Cereghino, con una giovane di fede cattolica.
Nel frattempo Stefano Cereghino era entrato in contatto con la Chiesa Valdese. I due giovani innamorati cercarono di utilizzare per sposarsi il “modo alla Renzo e Lucia” e convinti di esservi riusciti, iniziarono a vivere insieme. La loro condotta fu oggetto di un lungo, incredibile processo che coinvolse anche altri membri della famiglia.
La vicenda - documentata dagli atti del processo e dalla voce dei protagonisti (lettere del Parroco e documenti degli stessi Cereghino) - viene raccontata dalla compagnia Lunaria Teatro con i modi stessi dei cantastorie girovaghi in una scena che rappresenta una festa paesana, con bancarelle, luminarie di carta, bandierine colorate.
In scena Fabrizio Matteini, Arianna Comes e il Gruppo Musicaio di Chiavari (Laura Merione, Andrea Nicolini, Giancarlo Piccitto). I costumi sono di Giuliano Oggiano, le scene di Giorgio Panni e Giacomo Rigalza, la regia è di Daniela Ardini.
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