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S.A. 12 novembre 2025
Diffida: ora cronoprogramma per Punto Nascita
Una nuova diffida formale è stata inviata al Commissario Straordinario dell’ASL n.1 di Sassari dove si chiede copia degli atti relativi all’accreditamento ministeriale del reparto di Pediatria di Alghero; il cronoprogramma aggiornato per la riapertura del reparto e del punto nascita; la documentazione relativa alla gara e alla consegna dei lavori del blocco parto


ALGHERO - A distanza di oltre sei mesi dalle prime richieste formali e tre mesi dalle ultime Pec, l’ASL di Sassari continua a non fornire alcuna risposta concreta in merito alla riapertura del Reparto di Pediatria e del Punto Nascita dell’Ospedale Civile di Alghero. E' Davide Sedona a denunciare ancora una volta il silenzio dell'Azienda Sanitaria Locale di Sassari, dopo le segnalazioni dei cittadini e della petizione che ha superato 3.160 firme. Una nuova PEC di diffida formale è stata inviata al Commissario Straordinario dell’ASL n.1 di Sassari, «contestando la reiterata violazione degli obblighi di trasparenza amministrativa e dei termini di risposta previsti dalla Legge 241/1990».

«La legge parla chiaro: entro 30 giorni l’amministrazione deve rispondere, o motivare una proroga. Il silenzio reiterato dell’ASL rappresenta una violazione grave e inaccettabile dei diritti dei cittadini e del principio costituzionale di buon andamento della pubblica amministrazione» dichiara Sedona. Le PEC precedenti (del 17 e 20 settembre 2025) erano rimaste senza riscontro, nonostante fossero indirizzate anche a Procura della Repubblica, Corte dei Conti, Assessorato Regionale alla Sanità e
Difensore Civico Regionale. Nella diffida più recente, Sedona chiede formalmente di ricevere entro
10 giorni: copia degli atti relativi all’accreditamento ministeriale del reparto di Pediatria di Alghero; il cronoprogramma aggiornato per la riapertura del reparto e del punto nascita; la documentazione relativa alla gara e alla consegna dei lavori del blocco parto.

«È evidente – conclude Sedona – che questo atteggiamento non è casuale, ma una prassi che tende a scoraggiare il cittadino. Si risponde una sola volta, poi si tace, sperando che la gente si stanchi.
Ma non è così: il nostro silenzio sarebbe complicità. L’iniziativa civica proseguirà con ulteriori azioni legali e con la diffusione pubblica di tutte le comunicazioni ufficiali, nel pieno rispetto delle norme sulla trasparenza e sulla libertà di informazione».
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