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G. C. 13 maggio 2004
Senza il nostro intervento per la spiaggia conseguenze assai più gravi
Chiarimento dell’amministrazione sull’intervento di ripascimento del litorale di fronte al Palazzo dei Congressi


In riferimento a quanto apparso sulla stampa nei giorni scorsi, in cui si riferisce dell’inefficacia dell’intervento di ripascimento artificiale lungo il litorale di Alghero – fronte il Palazzo dei Congressi – si ritiene opportuno fornire alcune precisazioni al fine di dare più ampia informazione. Premesso che l’intervento di ripascimento non nasce da un progetto finalizzato a risolvere il problema dell’erosione delle spiagge di Alghero, ma è stato una “azione rapida” dell’Amministrazione in collaborazione con il Prof. Ginesu dell’Università di Sassari, è riuscita ad evitare il conferimento in discarica di ben 5000 metri cubi di sabbia provenienti dallo sbancamento dell’antico litorale della nuova passeggiata Barcellona. Secondo le norme vigenti tale quantità di sabbia sarebbe dovuta andare perduta nella discarica di Scala Erre con l’aggiunta di un esborso legato al trasporto del materiale. Grazie ad un paziente lavoro dell’Amministrazione sotto le indicazioni dell’Università che ha preventivamente effettuato le analisi del caso, è stato possibile ottenere dalla Regione Sardegna le autorizzazioni per il riuso di tale materiale ai fini del ripascimento del tratto di litorale oggi più minacciato. E’ stata così invertita una tendenza secondo la quale sull’ambiente si interveniva più sottraendo che ripristinando. Facendo riferimento agli studi già effettuati dall’Università e sulla base dell’esperienza maturata negli ultimi anni (tutti ricorderanno gli eventi del 2000, quando la strada rimase allagata per diversi giorni) è stato privilegiato quel tratto di litorale dove i dati riscontrati mostravano uno spessore della coltre sabbiosa di appena 40 centimetri poggiante su un substrato costituito da argilla per uno spessore di alcuni metri. Proprio questa condizione geologica metteva in evidenza la particolare condizione di rischio che solo un intervento di urgenza poteva aiutare la spiaggia a sopravvivere, secondo le indicazioni degli esperti. Pertanto si è intervenuti sul sito, ben sapendo che sarebbe stata solo una goccia nel mare dei problemi che l’erosione delle spiagge comporta. Tuttavia, l’Amministrazione ha operato dando un preciso segnale alla cittadinanza, quello di una programmazione tesa al recupero ambientale del litorale con interventi “morbidi”. Di questa programmazione fa parte il progetto di tutela e valorizzazione dell’intero litorale algherese; progetto di più ampio respiro dove, grazie al supporto dell’Università di Sassari, sono previsti importanti investimenti nell’attuazione di ripascimenti e di ripristino di vecchie spiagge e interventi di difesa del litorale sulla base dei finanziamenti POR erogati dalla Regione Sardegna e spendibili, con ogni probabilità, nell’arco dei prossimi due anni. Tutto ciò è oramai in fase esecutiva a dimostrazione dell’interesse di questa Amministrazione nella cura di un bene preziosissimo, le spiagge, che caratterizzano il nostro territorio e che recitano un ruolo di primissimo piano nell’offerta turistica della nostra città. Immediatamente dopo l’intervento del ripascimento si è abbattuta una tempesta di ragguardevole intensità proveniente proprio dai venti che colpiscono quel tratto di litorale. Qualora l’Amministrazione non avesse fatto quell’intervento quale sarebbero state le conseguenze? Certamente peggiori dell’evento del 2000 e peggiori le critiche per non aver fatto nulla. A conforto del nostro lavoro ci sono le informazioni degli esperti dell’Università che, a seguito dell’intensità della tempesta (definita “evento estremo” paragonabile al periodo 1957) che ha permesso di sondare gli effetti di una tale mareggiata, hanno fatto notare che il litorale ha “tenuto” molto bene consentendo il ripristino del profilo di spiaggia che era da tempo perduto e permettendo di “ancorare” sull’argilla la gran parte del materiale grossolano presente nella volumetria riversata. Inoltre, il colore della spiaggia, la dimensione dei granuli che la compongono e la natura di essi rendono l’intervento “ottimale” e degno di essere considerato per i prossimi 2/3 anni come area di monitoraggio per il Progetto Nazionale del Ministero dell’Università sui litorali con interventi di ripascimento in Italia.
Infatti, in questi giorni si può già apprezzare e valutare l’efficacia del lavoro svolto, sebbene esso sia solo un modesto inizio; tuttavia confrontando la situazione precedente con l’attuale si desume facilmente la crescita della spiaggia e il riequilibrio del profilo.
Commenti
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