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G.M.Z. 13 agosto 2008
Caine, Fresu e Ornella Vanoni accendono Time in Jazz
Mercoledì magico a Berchidda per la quarte giornata della manifestazione


BERCHIDDA - Tappa nel verde, oggi (mercoledì 13) a Berchidda, per l'avvio della quarta, intensa giornata di Time in Jazz, il festival diretto da Paolo Fresu che fino a sabato celebra la sua edizione numero ventuno. Si comincia infatti alle 11 nei boschi del Demanio Forestale del Monte Limbara, poco sopra il paese: il violoncellista olandese Ernst Reijseger, il cantante senegalese Mola Sylla e il Cuncordu e Tenore de Orosei (Piero Pala e Massimo Roych: voche e mesuvoche; Gianluca Frau: contra; Mario Siotto: bassu; Patrizio Mura: voche e scacciapensieri), una delle migliori espressioni della tradizione polivocale sarda, propongono in concerto un estratto delle loro musiche per due film di Werner Herzog, The White Diamond (del 2004) e The Wild Blue Yonder (dell'anno dopo). Requiem for a dying planet è il titolo del progetto che nella sua versione cine-concerto, ovvero con la proiezione delle immagini delle due pellicole, sarà invece proposto lunedì prossimo nella serata conclusiva di Time in Sassari, il “prolungamento” sassarese del festival.

A precedere e introdurre il concerto un appuntamento in tema: la presentazione di "Il canto: mare e terra", uno studio sul Cuncordu e Tenore de Orosei firmato dal nuorese Luca Devito, che nel suo libro (edito da nuovi Equilibri), spiega e racconta in modo semplice ma esaustivo la ricchezza del canto a tenore e del canto a cuncordu nei suoi diversi aspetti: il suono, il verso, la parola, il contenuto, l'armonia, la melodia, il rito nel quale si inserisce la musica.

Un’autentica icona della canzone italiana, al centro del concerto con cui Time in Jazz, per il quarto anno consecutivo, rende omaggio a Fabrizio De André: alle 18, all'Agnata, nei giardini dello stazzo vicino a Tempio Pausania che il cantautore genovese scelse come uno dei suoi luoghi di ritiro preferiti (oggi è un'apprezzatissima azienda rurale destinata al turismo di qualità) è di scena Ornella Vanoni. Ad accompagnare la cantante milanese - che lo scorso autunno ha firmato il suo album numero cinquantatré, Una bellissima ragazza - due musicisti eclettici che sanno coniugare tecnica e feeling: al pianoforte Paolo Jannacci (figlio d'arte del grande Enzo) e alla chitarra Michele Ascolese (ha esordito proprio con la Vanoni, nel 1985, ed è stato stretto collaboratore di De André). “Una goccia di splendore” è il titolo scelto per l’appuntamento, come sempre organizzato in collaborazione con la Fondazione Fabrizio De André: titolo preso in prestito dalla recente “autobiografia per parole e immagini” dell'indimenticabile Faber curata da Guido Harari.

Quello all'Agnata è uno degli eventi più attesi e affollati di Time in Jazz, e anche stavolta si prevede una grande affluenza di pubblico. Per evitare ingorghi di traffico lungo la strada che porta all'Agnata, gli organizzatori ricordano che sarà vietato l'accesso a bus e camper, e consigliano di muoversi con largo anticipo: il numero di spettatori sarà infatti limitato e, raggiunta la capienza massima, l’intera area e le strade di accesso verranno chiuse.

Alle 21.30 si accendono i riflettori sul palco centrale di Berchidda, in piazza del Popolo. Mattatore della serata il pianista e compositore americano Uri Caine, già protagonista ieri sera di un affollatissimo concerto solistico nella basilica di Sant’Antioco di Bisarcio, nelle campagne di Ozieri. Tecnica impeccabile, senso dello swing, grande verve improvvisativa, una feconda vena compositiva, una vastissima cultura musicale, una giusta dose di humor: queste le doti dell’eclettico Uri Caine, un musicista che ama superare i confini fra i generi e gli stili per dare forma al suo pensiero musicale, spaziando con disinvoltura dal jazz d’avanguardia all'elettronica, dal klezmer al rock. Alla musica classica: sono famose le sue visionarie riletture di Schumann, Mahler, Wagner, Verdi, Mozart e soprattutto delle “Variazioni Goldberg” di Johann Sebastian Bach. Già consegnata alle tracce di un album di otto anni fa, Caine proporrà la sua personale reinterpretazione del capolavoro bachiano in una versione e con un ensemble diversi rispetto a quel memorabile precedente discografico: saranno Barbara Walker (voce), Joyce Hammann (violino), Drew Gress (contrabbasso), John Swana (tromba), Chris Speed (clarinetto), Jim Black (batteria) e DJ Olive (consolle dj) a salire con lui sul palco nel secondo set della serata di domani (mercoledì 13).

Ma già nel primo (ore 21.30), Uri Caine sarà al suo pianoforte accanto alla tromba e al flicorno di Paolo Fresu per rinnovare un incontro nato proprio al festival di Berchidda edizione 2002, maturato negli anni seguenti attraverso tanti concerti, e fissato sul disco “Things” nel 2006. Un disco denso di feeling e di atmosfere differenti, lirico e raffinato, specchio fedele dell’intesa perfetta tra i due musicisti, alle prese con un repertorio che alterna standard a brevissime composizioni originali, rivisita pagine di Gershwin, Miles Davis e l’Irving Berlin di “Cheek to Cheek”, ma anche il barocco di Monteverdi (“Sì dolce è il tormento”) e un cavallo di battaglia di Mina come “E se domani”.

A suggellare la densa giornata di Time in Jazz, consueto appuntamento notturno con il jazz club al Museo del Vino, con la musica dal vivo dell’ottetto Viento Rojo e le selezioni musicali di Dj Cris.

Nella foto Uri Caine assemble
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