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Cor 15:25
«Boe a Porto Conte, traditi i diportisti»
Michele Pais (Lega Alghero) interviene sulla nuova disciplina degli ancoraggi nell’Area Marina Protetta: «oggi lo scippo degli ancoraggi liberi è ancora più grave. Vogliono il mare per pochi».


ALGHERO – «Un anno fa un grande movimento di diportisti, di cittadini, diportisti e operatori del settore sono scesi in campo in una grande protesta popolare per difendere il diritto di vivere il mare senza imposizioni ingiuste. Una mobilitazione che ho avuto l’onore di guidare e che ritenevamo avesse prodotto risultati e aperto una riflessione seria. Oggi scopriamo invece che la situazione rischia di essere addirittura peggiore di quella dello scorso anno». Così Michele Pais interviene sulla nuova disciplina degli ancoraggi nell’Area Marina Protetta di Porto Conte, denunciando quello che definisce «un ulteriore colpo ai diportisti algheresi e a tutto il comparto nautico».

«Pensavamo che quella protesta avesse fatto comprendere un principio semplice: la falsa tutela ambientale non può trasformarsi in una penalizzazione economica delle famiglie e dei piccoli diportisti. Invece oggi si va nella direzione opposta, restringendo ulteriormente gli spazi e aumentando i costi». Pais ricorda come chi naviga abitualmente a Porto Conte conosca perfettamente il grande quadrilatero di ancoraggio libero che andava da Corte Rosada fino quasi al faro di Porto Conte. «Per anni centinaia di imbarcazioni hanno trovato posto in quell’area ampia, su fondo sabbioso, con ancoraggio libero, legittimo e gratuito. Un’area dove non è presente posidonia ma sabbia, e dove l’ancoraggio delle piccole imbarcazioni non comporta alcun danno significativo all’ambiente marino».

«Secondo la nuova disciplina a Porto conte sparisce invece il grande quadrilatero che si estendeva da Corte Rosada fino quasi al faro, l’area più grande e utilizzata della baia. Al suo posto vengono installati venticinque nuovi gavitelli a pagamento, quando prima ce n’erano appena due». Secondo Pais si tratta di «un sopruso e la sostituzione di un diritto con un servizio a pagamento. Vogliono tassare l'unica cosa che è rimasta libera, il mare!» «Quello che prima era gratuito oggi diventa un costo, che tassa le barchette di 5 metri 12 euro al giorno». «C'è proprio un atteggiamento ideologico per i possessori anche di piccole imbarcazioni acquistate con il risparmio di una vita, non parliamo di yacht. E si vuole mettere in ginocchio un intero comparto che vive dalla nautica».

Pais parla apertamente di una scelta che presenta profonde contraddizioni. «Ci viene spiegato che l’obiettivo è proteggere la posidonia. Ma qui emerge l'inganno evidente: si eliminano ancoraggi liberi in aree sabbiose, dove le piccole barche non creano danni rilevanti, e contemporaneamente non si investe in un sistema serio di boe dedicate alle grandi imbarcazioni oltre i 20 metri, che sono quelle il cui ancoraggio potenzialmente può avere un impatto maggiore sul fondale». «Ed è proprio lì che si concentra anche il maggiore valore economico: il settore degli yacht genera economia, lavoro qualificato, servizi, indotto e investimenti. In tutto il mondo si cerca di attrarre questo segmento, Olbia e la Costa Smeralda ce lo insegnano. Ad Alghero invece si fa l’esatto contrario: si allontanano gli yacht senza offrire servizi adeguati e si scaricano i costi sulle piccole barche dei cittadini».

Per Pais il rischio è concreto. «La situazione rispetto allo scorso anno non solo è migliorata, è peggiorata. Si rischia di mettere in ginocchio un intero comparto nautico, fatto di imprese, rimessaggi, manutenzioni, turismo e lavoro. Si colpisce una cultura del mare che ad Alghero rappresenta identità e tradizione». «La mobilitazione dello scorso anno non era una protesta di pochi, ma una protesta di popolo. E quella mobilitazione non si fermerà adesso. Continueremo a difendere i diritti dei diportisti algheresi, dei lavoratori della nautica, e soprattutto a impedire che il mare diventi un privilegio riservato a chi può permetterselo».
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16:00
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