Il miglior modo per imparare la storia è farlo divertendosi. Questo è il messaggio che Fertilia vuol lanciare a tanti appassionati della due ruote che si apprestano a percorrere le strade che furono tracciate a partire dagli anni ’30 per rendere fertile un’immensa pianura semideserta, afflitta dalla malaria, che si affacciava sullo splendido golfo di Alghero, in Sardegna
FERTILIA - In sella ad una bicicletta, senza l’ansia della competizione ma con lo spirito della passeggiata in gruppo, centinaia di cicloamatori solcheranno simbolicamente il perimetro di un’ampia area trasformata dai coloni veneti e ferraresi affrontando un percorso a tappe di 32 chilometri che alternerà tratti di costa mozzafiato a percorsi tra i poderi ed i vigneti. Gli stessi che affrontarono i contadini del polesine che portarono con sé la bicicletta, nel loro viaggio oltre Tirreno alla ricerca di una nuova vita. Una vera e propria pedalata nella storia, tra le culture e tradizioni diverse che hanno caratterizzato questo magico angolo di Sardegna, divenuto, per volontà della storia, un esempio di integrazione e resilienza. Proprio nell’estremo nord ovest della Sardegna degli anni ’40, lontano dalla vita pulsante delle grandi città della penisola, il destino ha voluto far incontrare i coloni veneti e ferraresi con le famiglie degli esuli dell’Istria, Fiume e Dalmazia, accolti fraternamente dalla popolazione locale che era già frutto di una precedente integrazione tra la popolazione sarda e le comunità genovese e catalana, che in periodi diversi avevano colonizzato questo luogo strategico per i traffici marittimi del Mediterraneo occidentale.
Un miscuglio cui negli anni si sono aggiunte le famiglie rimpatriate dalle colonie dell’Africa orientale, dalla Corsica, dalla Romania e dall’Isola di Rodi. Un vero e proprio “crogiolo”, caratterizzato da un bisogno di famiglia che accomunava tutti, poiché nessuno di loro, una volta giunto in Sardegna, aveva più una tomba in cimitero che potesse testimoniare la sua identità. Ad Alghero infatti la storia del ‘900 è scritta in ogni pietra, poiché la comunità ed il territorio si sono trasformati vicendevolmente. Un’avventura che per molti ha rappresentato una vera e propria rinascita, poiché le tragedie del dopoguerra avevano costretto molti di loro ad una fuga precipitosa verso l’ignoto, senza nemmeno la possibilità di portare con sé i ricordi di un passato che, tuttavia, non hanno mai dimenticato. Oggi Fertilia a Ruota Libera vuole essere il modo per celebrare questa rinascita, che è il più bel messaggio che possiamo trasmettere alle nuove generazioni. Un esempio di resilienza che ha consentito a questo luogo di diventare quel paradiso terrestre che molti esuli scelsero perché attratti dal tramonto del sole sul mare e dalle coste carsiche, molto simili a quelle delle loro terre che avevano dovuto abbandonare drammaticamente. Una rinascita che ha consentito a molte donne e uomini di poter morire sicuri di aver regalato ai propri figli quella pace e quella libertà per la quale loro stessi avevano pagato un prezzo altissimo, senza mai farsi abbattere dallo sconforto.
Ecco perché Fertilia a Ruota Libera, che partirà il prossimo 31 maggio dalla più piccola Città di Fondazione d’Italia, sorta a pochi chilometri da Alghero in Sardegna, può essere considerata una pedalata alla scoperta di una pagina di storia ancora oggi sconosciuta ai più. Un modo moderno e sano di conoscere i valori che hanno accompagnato la nascita di una comunità inclusiva e aperta, che ha vissuto l’integrazione in modo naturale, poiché era naturale aiutarsi l’uno con l’altro, soprattutto nei primi periodi in cui tutti avevano bisogno di un sostegno reciproco per poter andare avanti. Ecco perché questa pedalata è stata inserita nel programma delle celebrazioni del 90° anniversario della fondazione di Fertilia, voluti dal Comune di Alghero e dal Ministro per lo Sport e i Giovani attraverso la Struttura di Missione per gli Anniversari di Interesse Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per ricordarne la posa della prima pietra, avvenuta l’8 marzo 1936, giorno della Festa della donna, simbolo di fertilità da cui deriva la scelta del suo nome. Una ciclopedalata che sarà arricchita dalla presenza di Ottavio Demontis, tre volte vicecampione del mondo di apnea subacquea, categoria paralimpica, che sarà a Fertilia per testimoniare i valori dello sport che è inclusione e che rappresenta un’importante occasione per aggregare e costruire comunità, promuovendo valori universali, al di là di ogni differenza. L’appuntamento è quindi per domenica 31 maggio a Fertilia.
Commenti