Stop delle attività chirurgiche disposto a partire da oggi 27 maggio, provocato dalle interruzioni di energia che, in questa fase, non riescono ad essere pienamente compensate dagli impianti di continuità presenti nella struttura: la denuncia di Michele Pais della Lega Alghero
ALGHERO – «Nella giornata di oggi sono state sospese le attività operatorie dell’ospedale civile di Alghero a causa del sovraccarico della rete elettrica. Una situazione che rende ancora più difficile una gestione sanitaria già fortemente provata e che impone interventi immediati e altri strutturali». Lo dichiara Michele Pais, intervenendo dopo lo stop delle attività chirurgiche disposto a partire da oggi 27 maggio, provocato dalle interruzioni di energia che, in questa fase, non riescono ad essere pienamente compensate dagli impianti di continuità presenti nella struttura, e che erano stati implementati. «Una situazione gravissima mai capitata in passato, e il distributore di energia deve dare spiegazioni e trovare soluzioni. Non è comprensibile che un ospedale debba fermarsi perché la rete cittadina va in sofferenza nei momenti di maggiore consumo – prosegue Pais –. D’estate Alghero registra fisiologicamente picchi energetici importanti che finiscono per ripercuotersi anche sul presidio ospedaliero, con conseguenze che diventano insostenibili per un servizio essenziale come quello sanitario, che sovraccarica l’ospedale di Sassari che non può farsi carico anche dell’attività di Alghero».
Per Pais è necessario individuare una soluzione definitiva attraverso un intervento strutturale da richiedere a Enel Distribuzione. «Alla luce di quanto successo è imprescindibile chiedere immediatamente la realizzazione di una cabina primaria dedicata esclusivamente all’ospedale, capace di isolare il fabbisogno energetico della struttura sanitaria rispetto al resto della città. Una scelta che consentirebbe di mettere definitivamente in sicurezza il presidio e garantire continuità operativa ai servizi sanitari». Pais sottolinea però come una risposta di questo tipo richieda inevitabilmente tempi tecnici non immediati.
«È evidente che una soluzione strutturale necessita di tempi di realizzazione incompatibili con l’operatività ospedaliera. Proprio per questo servono sin da subito interventi di emergenza che consentano di tamponare la situazione, a partire dall’acquisizione di gruppi statici di continuità adeguati a sostenere i carichi necessari, evitando che le attività sanitarie siano esposte al rischio di nuove interruzioni, che potrebbero essere letali se capitassero in corso di intervento». Nel frattempo, a garantire una risposta al territorio sarà l’ospedale Marino.
«Ancora una volta il Marino salva l’Ospedale Civile, facendosi carico delle emergenze non trasportabili e confermando quanto fosse stata lungimirante la scelta di investire nella ristrutturazione delle sue sale operatorie. Una dotazione che oggi permette di garantire assistenza immediata e ridurre il ricorso ai trasferimenti verso Sassari per emergenze non trasportabili». Pais richiama infine la necessità di completare il percorso di ristrutturazione delle sale operatorie della struttura. «I lavori delle sale operatorie del Marino devono essere completati. Esiste un finanziamento complessivo di 4,5 milioni, ma ad oggi ne risultano spesi 1,750 mln per la ristrutturazione di una sola sala operatoria. È necessario accelerare e portare a compimento un investimento strategico per il territorio, perché i fatti stanno dimostrando che il Marino non rappresenta una struttura accessoria, ma una risorsa fondamentale e spesso decisiva per l’intero sistema sanitario del nord-ovest Sardegna».
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