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Festa dels Focs de Sant Joan Custodi silenziosi di un rito
L’Obra Cultural de l’Alguer e l’associazione Impegno Rurale, con viva soddisfazione, rinnovano l’impegno di organizzare la Festa dels Focs de Sant Joan, festa che è stata sempre profondamente legata al popolo algherese

ALGHERO - «Permetteteci di dire con sincerità – sostiene Pino Tilloca, presidente dell’Obra Cultural - che se questa festa esiste ancora nella memoria degli algheresi, è perché per oltre trent’anni l’Obra Cultural l’ha custodita con umiltà, quasi in silenzio, senza clamore, ma con una fedeltà che non si è mai spezzata. Quando la festa rischiava di scomparire, noi abbiamo continuato ad accendere un fuoco semplice, popolare, comunitario, prima nella Piazza del Teatro e poi a Santa Maria La Palma. Un fuoco che – continua il Presidente Tilloca - non voleva e non vuole competere con nessuno, ma solo tenere viva una tradizione che appartiene a tutti. Oggi la Pro Loco Alghero celebra Sant Joan sulla spiaggia, in una forma nuova e bellissima. E noi siamo felici che la festa sia tornata nel cuore della città. Ma è giusto ricordare che quel fuoco, quella memoria, quella scintilla iniziale, sono rimaste vive perché qualcuno — per trent’anni — ha continuato a proteggerle». Martedì 23 giugno 2026, alle ore 20.00, nel cortile delle ex-scuole medie di Santa Maria La Palma, come da tradizione, ci sarà una prima parte musicale a carico quest’anno della corale Nova Alguer che ci farà viaggiare attraverso il repertorio storico algherese: canzoni che non sono solo musica, ma, così come la Festa dels Focs de Sant Joan, radici, lingua, identità. Sono la voce di un popolo che non vuole dimenticare chi è.
«E dopo il concerto vivremo uno dei momenti più belli: un assaggio di prodotti locali preparati dagli amici della borgata. Un gesto semplice, ma che racconta tutto: l’ospitalità, la condivisione, la forza di una comunità che si riconosce attorno a un tavolo, a un piatto, a un sorriso. Questa è la nostra Festa de Sant Joan: non una celebrazione in concorrenza con altre, ma continuare, anche nella periferia, una tradizione che abbiamo custodito per amore della nostra identità. Grazie a tutti coloro che vorranno essere qui. Sarà una festa semplice, autentica, nostra».
Nella foto d’archivio: Pino Tilloca che accende il fuoco nella Piazza del Teatro
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