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Cor 9:00
«Campi boe, primo weekend di caos»
Lo dichiara Michele Pais, consigliere comunale della Lega e tra i primi a contestare il progetto dei campi boe di Alghero


ALGHERO - «È bastato il primo weekend successivo all’entrata in vigore dell’ordinanza della Capitaneria di Porto che disciplina l’utilizzo dei campi boe per confermare, purtroppo, tutto ciò che avevamo denunciato fin dall’inizio. Una situazione di totale deregulation, facilmente prevedibile, con l’ordinanza platealmente disattesa praticamente in ogni suo aspetto». Lo dichiara Michele Pais, consigliere comunale della Lega e tra i primi a contestare il progetto dei campi boe di Alghero. «Dalle regole sulla balneazione, a imbarcazioni assicurate alla stessa boa, ancoraggi liberi all’interno dei campi boe e un generale mancato rispetto delle regole. Una situazione che espone diportisti e operatori economici a pesanti sanzioni e crea un clima di assoluta incertezza»
«La responsabilità più grave ricade sull’Ente Parco di Porto Conte che risulta completamente assente. È inaccettabile scaricare ogni onere di controllo sulla Capitaneria di Porto e sulle altre Forze di Polizia operanti in mare. Gli organi di vigilanza sono chiamati a garantire la sicurezza della navigazione e il rispetto della legge, non a supplire alle gravissime carenze organizzative di chi gestisce il servizio.»

«Finora la Capitaneria ha dimostrato grande equilibrio e buon senso, evitando una pioggia di contestazioni. Ma non si può pensare di abusare della disponibilità e della professionalità delle Forze dell’Ordine per coprire un sistema che, nei fatti, non funziona. A partire dalle applicazioni informatiche che avrebbero dovuto gestire prenotazioni e utilizzo delle boe». «È ormai evidente l’ipocrisia del Parco di Porto Conte e dell’Amministrazione comunale. Pur di non ammettere il fallimento di un progetto che non avrebbe mai dovuto vedere la luce, si continua ostinatamente a perseverare, sprecando risorse pubbliche e creando enormi disagi alla nautica locale, ai diportisti e alle attività economiche del settore».

«Quella dei campi boe si sta rivelando per ciò che avevamo denunciato da oltre un anno: una vera e propria privatizzazione del mare, costosa, inefficiente e scollegata dalla realtà. Soldi pubblici che avrebbero potuto essere investiti in interventi realmente utili per la tutela dell’ambiente, per la sicurezza della navigazione e per lo sviluppo del turismo nautico.» «Il Parco si assuma finalmente le proprie responsabilità: se non è in grado di far rispettare le regole all’interno dei campi Boe, con presidio costante, un’adeguata informazione agli utenti e il corretto funzionamento del servizio, ne prenda atto e sposti le boe nei campi della Nurra. Sarebbero più utili agli allevatori per assicurare il bestiame. Continuare a far finta che tutto stia funzionando significa soltanto aggravare un fallimento ormai sotto gli occhi di tutti». Pais conclude con un avvertimento: «siamo pronti ad una gigantesca manifestazione per denunciare questo abominio e per richiamare a responsabilità chi non la esercita».
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