Così Fratelli d’Italia Alghero interviene sulle vicende che stanno interessando la borgata. «Cacciotto ricordi che il Comune non è un circolo privato del Campo Largo»
ALGHERO - «A Sa Segada sta succedendo qualcosa di singolare: i beni pubblici sembrano diventare privati con una facilità disarmante. E il sindaco Cacciotto, invece di chiarire, tace. Forse qualcuno nella maggioranza ha confuso la vittoria delle elezioni con l’acquisto della città». Così Fratelli d’Italia Alghero interviene sulle vicende che stanno interessando la borgata.
«Prima l’utilizzo di un immobile del demanio regionale per un’iniziativa di autofinanziamento di Europa Verde, partito del sindaco. Poi, soltanto dopo le polemiche, la precisazione che parte del ricavato sarebbe andata al restauro del campanile. Sarebbe curioso sapere quanto abbiano raccolto per il partito e quanto per il campanile. Ma al di là di ciò, la questione rimane: chi ha autorizzato l’utilizzo della struttura per finanziare un partito politico?».
«Adesso il secondo episodio: sulla recinzione del campo sportivo pubblico di Sa Segada sono comparsi cartelli con la scritta "proprietà privata". Una privatizzazione fai-da-te? Basta appendere un cartello per cambiare la proprietà di un bene della collettività?». «Il problema, però, è soprattutto politico. All’iniziativa di Europa Verde era presente il sindaco e non si è posto il problema dell’utilizzo dell’immobile? Oggi, davanti ai cartelli sul campo sportivo, intende intervenire?».
«Il sindaco ha il dovere di chiarire immediatamente chi abbia autorizzato l’iniziativa politica, chi abbia collocato quei cartelli, a quale titolo e se siano stati disposti controlli. Perché i beni pubblici non sono nella disponibilità personale di chi governa, né dei partiti che lo sostengono». «Di questo passo, manca soltanto un cartello all’ingresso di Porta Terra: "Proprietà privata. Accesso riservato alla maggioranza"». «Cacciotto ricordi che il Comune non è un circolo privato del Campo Largo. Il patrimonio pubblico appartiene ai cittadini. E il sindaco è chiamato a tutelarlo, non a voltarsi dall’altra parte».
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