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S.A. 20:18
Insularità, la proposta di legge dei Riformatori Sardi
Presentata oggi a Cagliari la proposta di legge per istituire un Osservatorio permanente sull’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione


CAGLIARI - Dieci anni fa prendeva avvio la battaglia per il riconoscimento dell’insularità in Costituzione, una mobilitazione che ha saputo unire tutte le forze politiche e il mondo economico, sociale, accademico e culturale della Sardegna. Quella battaglia ha raggiunto un risultato storico con la modifica dell’articolo 119 della Costituzione, che riconosce le peculiarità delle isole e impegna la Repubblica a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità. Oggi, però, quella conquista deve tradursi in risultati concreti per cittadini e imprese. È questo l’obiettivo della proposta di legge presentata questa mattina a Cagliari, nella sala conferenze del Consiglio regionale, dai consiglieri regionali dei Riformatori Sardi Aldo Salaris, Umberto Ticca, Giuseppe Fasolino e dal responsabile del dipartimento di insularità dei Riformatori Sardi Michele Cossa per l’istituzione dell’Osservatorio permanente di vigilanza sull’attuazione del principio di insularità.

L’iniziativa, promossa nell’ambito del lavoro del Comitato per l’attuazione del principio di insularità, nasce dalla consapevolezza che il riconoscimento costituzionale, da solo, non è sufficiente. A quasi quattro anni dalla riforma, manca ancora una struttura che verifichi in maniera sistematica gli effetti delle decisioni nazionali ed europee sulla condizione insulare e che consenta alla Sardegna di intervenire tempestivamente quando sono in gioco i suoi interessi. Le responsabilità dello Stato e della Regione. A questa situazione corrispondono precise responsabilità politiche. Da una parte c’è il Governo nazionale, che continua a non tradurre il riconoscimento costituzionale dell’insularità in misure adeguate a compensare gli svantaggi strutturali della Sardegna. Dall’altra c’è il Governo regionale, che non può limitarsi a denunciare le difficoltà dell’Isola, ma ha il dovere di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per difenderne gli interessi e pretendere il rispetto dell’articolo 119 della Costituzione.

Un precedente dimostra che intervenire è possibile. Nel marzo 2023, durante la scorsa legislatura, la Giunta regionale impugnò davanti alla Corte costituzionale alcune disposizioni della legge di stabilità statale, contestando, tra le altre criticità, l’insufficienza delle risorse per i collegamenti aerei e la mancata prosecuzione del tavolo tecnico-politico per la quantificazione e la compensazione dei costi dell’insularità. Un’iniziativa che richiamava esplicitamente la necessità di tutelare i diritti dei sardi e di dare concretezza al principio costituzionale. Da allora, manca una risposta strutturale capace di garantire una vigilanza costante e un’azione continuativa. Non è accettabile che la tutela di un principio costituzionale così importante dipenda dalle singole iniziative o dalla sensibilità del momento. È proprio per superare questa debolezza che proponiamo un Osservatorio permanente, perché la difesa dell’insularità non sia episodica, ma diventi un dovere istituzionale esercitato con competenza, tempestività e continuità. «È arrivato il momento di aprire la fase due della battaglia per l’insularità. La prima fase ci ha consentito di conquistare un principio fondamentale, grazie a una mobilitazione condivisa da tutta la Sardegna. Adesso dobbiamo fare in modo che quel principio venga rispettato e produca effetti reali nella vita delle persone, nella competitività delle imprese e nelle prospettive di sviluppo della nostra Isola».

Il costo dell’insularità continua, infatti, a gravare sull’intero sistema economico e sociale sardo. Secondo le stime dell’Istituto Bruno Leoni richiamate nella relazione alla proposta di legge, il costo medio dell’insularità è pari a circa 5.700 euro l’anno per abitante, per un valore complessivo superiore ai 9 miliardi di euro. Sul fronte della logistica, il divario dei costi di trasporto delle merci rispetto al continente arriva a circa il 40 per cento, considerando non soltanto il trasporto, ma anche le scorte, i tempi di viaggio e l’incertezza dei collegamenti. Sono svantaggi che si riflettono sui prezzi pagati dalle famiglie, sui margini delle aziende, sulla capacità di attrarre investimenti e sulla creazione di occupazione. E che rischiano di aggravarsi quando le politiche nazionali ed europee in materia di trasporti, energia, concorrenza e ripartizione delle risorse non tengono adeguatamente conto della condizione insulare. Un Osservatorio per intervenire prima che le decisioni siano prese. La proposta di legge intende colmare questo vuoto attraverso uno strumento tecnico permanente, dotato di autonomia di giudizio e chiamato a operare a supporto delle istituzioni regionali.

L’Osservatorio avrà il compito di monitorare e verificare la conformità al principio di insularità degli atti dello Stato e dell’Unione europea, compresi quelli che spesso producono effetti rilevanti senza essere immediatamente percepiti come decisivi per la Sardegna, decreti ministeriali, criteri di ripartizione dei fondi, atti di programmazione, bandi e provvedimenti delle autorità di regolazione.
L’attività di vigilanza riguarderà anche la fase di formazione degli atti, con l’obiettivo di consentire alla Regione e ai rappresentanti sardi nelle istituzioni nazionali ed europee di intervenire quando le decisioni sono ancora modificabili, anziché limitarsi a contestarne gli effetti una volta che sono già state adottate. Quando individuerà provvedimenti potenzialmente lesivi del principio costituzionale, l’Osservatorio potrà formulare segnalazioni motivate al Presidente della Regione e al Consiglio regionale, fornendo gli elementi utili per valutare eventuali iniziative di tutela. La decisione di procedere con un’impugnazione resterà di competenza della Giunta regionale, che sarà tuttavia chiamata a riferire al Consiglio sulle determinazioni assunte e a motivare l’eventuale scelta di non intervenire.

Accanto alla vigilanza, l’organismo dovrà misurare con indicatori oggettivi e aggiornati i costi dell’insularità, valutare l’efficacia delle politiche adottate per contrastarli e proporre un piano organico di interventi per migliorare l’accessibilità, la continuità territoriale, le infrastrutture, la competitività delle imprese e le opportunità di crescita della Sardegna. È inoltre previsto un monitoraggio specifico degli effetti della legge di bilancio dello Stato sulla Sardegna, insieme a una relazione annuale sullo stato di attuazione del principio di insularità, da sottoporre all’esame del Consiglio regionale. Una battaglia che deve unire tutta la Sardegna. La proposta prevede un organismo composto da due dirigenti regionali e sette componenti con qualificate competenze giuridiche ed economiche, eletti dal Consiglio regionale con una maggioranza rafforzata nelle prime due votazioni. Una scelta pensata per garantire autorevolezza, indipendenza e condivisione istituzionale.

L’obiettivo è mettere a disposizione dell’intera Regione un patrimonio comune di dati, analisi e valutazioni, affinché la difesa degli interessi della Sardegna possa poggiare su elementi tecnici solidi e su una strategia continuativa, indipendente dall’alternanza delle maggioranze politiche.
«L’insularità non appartiene a un partito e non può diventare terreno di divisione. È una questione che riguarda tutti i sardi e sulla quale dobbiamo essere capaci di lavorare insieme, come abbiamo fatto quando abbiamo conquistato il riconoscimento costituzionale. Per questo chiediamo a tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio regionale di sostenere la proposta e di contribuire a un percorso condiviso». La presentazione della proposta di legge rappresenta quindi il primo passo di un’iniziativa che punta a coinvolgere l’intero sistema politico, economico, sociale e culturale dell’Isola. L’obiettivo è arrivare a una sottoscrizione ampia, possibilmente unitaria, da parte dei gruppi consiliari, affinché la legge possa nascere con il sostegno di tutte le forze politiche.
Il momento è particolarmente importante: la definizione della legge di bilancio dello Stato e l’avvio della programmazione europea 2028-2034 rappresentano passaggi decisivi per il futuro della Sardegna.

Nella foto: Aldo Salaris
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