Lo “zio Pino” trova la zampata vincente e vola inaspettato fino a Cagliari con circa 3000 preferenze
C’è sicuramente un dato inequivocabile che scaturisce da questa tornata elettorale: la politica algherese difficilmente può fare a meno dell’ingombrante figura di Pino Giorico. Lo sanno bene i partiti che hanno sostenuto Gerolamo Colavitti durante l’ultima consultazione amministrativa, allorché si decise di declinare l’invito all’apparentamento fatto recapitare dal “grande vecchio” durante i tempi supplementari, leggasi ballottaggio, aprendo la strada per Palazzo Civico a Marco Tedde. Lo “zio Pino” c’è! Inutile far finta di non capire quanto pesino le preferenze elettorali che riesce a spostare da una parte o dall’altra delle coalizioni. Fare un paragone con gli oltre 6000 voti raccolti durante le scorse elezioni comunali è d’obbligo, ma le elezioni regionali sono ben altra cosa, con un orientamento al voto da parte dell’elettorato che si sposta secondo equilibri ben più complessi.
Quella di Giorico è una realtà solida, concreta, ben radicata nell’habitat catalano, una vera e propria istituzione, lungi da essere accantonata nel dimenticatoio. Qualche anno fa nessuno avrebbe puntato su una sua elezione in Consiglio Regionale, anzi, la presenza nei banchi della minoranza in via Columbano sembrava quanto di meglio poteva augurarsi un politico a fine carriera. Ma i suoi elettori, o almeno quelli rimastigli fedeli nel tempo, lo hanno miracolato con un balzo di 2379 voti algheresi che lo spediscono, anche grazie al calcolo e le attribuzioni dei “resti”, dritto a Cagliari.
Il perché di questa longevità politica è sotto gli occhi di tutti. Giorico è riuscito ad intercettare nell’immaginario collettivo le aspettative e le richieste dell’uomo della strada, con risultati a volte discutibili, ma senza mai allontanarsene. Un orticello coltivato anno dopo anno che alla fine ha dato i suoi insperati frutti.
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